Gruppo Jubatti sceglie la Blockchain per tracciare la filiera delle carni bovine

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Grazie al progetto ideato e coordinato da Consulenza e Risorse, società di consulenza aziendale indipendente, con sedi a Milano e a Pescara, e che ha visto anche il coinvolgimento della startup Farzati Tech per lo sviluppo della tecnologia blockchain, l’azienda abruzzese Soalca S.r.l. nota con il marchio commerciale Jubatti carni sarà in grado di garantire al consumatore, in modo incontrovertibile grazie ad un’impronta digitale per ogni lotto di carne bovina, la tracciabilità dei suoi prodotti in tutte le fasi della filiera produttiva, dall’arrivo dei bovini nella stalla alla distribuzione della carne tramite la GDO.

“Il passaporto digitale certificato su blockchain contiene le informazioni che il consumatore cerca quando sceglie la carne, ma rappresenta anche un’opportunità per i rivenditori di accedere a informazioni sicure e di soddisfare le aspettative della domanda. Questo sistema tecnologico brevettato costituisce un vantaggio competitivo per il Gruppo Jubatti che, così facendo, anticipa la richiesta di conoscere il ciclo di vita dei prodotti, dall’origine alla tavola, per i quali gli utenti sono disposti anche a spendere di più” spiega Luigi Jovacchini, co-founder e CIO di CeR.

La blockchain per l’agroalimentare: garantisce prodotti sani e di qualità e combatte le frodi ai danni del Made in Italy

Infatti, secondo uno studio condotto da IBM in collaborazione con la National Retail Federation (NRF), il 79% dei consumatori è attento ad acquistare prodotti sani e di qualità, per i quali è disposto a mettere da parte le logiche del prezzo più conveniente in favore di brand che producono secondo valori, quali trasparenza, sostenibilità e coerenza. E, per avere la certezza che quello che sta acquistando risponda alle sue aspettative, si informa sull’origine e sulle qualità organolettiche degli alimenti, tenendo conto delle certificazioni di provenienza dei prodotti e della loro tracciabilità lungo tutta la filiera.

Tuttavia, il Report 2020 dell’attività operativa dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icqrf) ha mostrato come siano ancora molto diffusi fenomeni di italian sounding e contraffazioni ai danni del made in Italy agroalimentare e dei consumatori: a seguito di oltre 70.000 controlli (anche fuori dai confini nazionali), in particolare sulle attività di controllo per l’e-commerce a tutela delle Indicazioni Geografiche, sono stati sequestrati 22 milioni di kg di merce per un valore di oltre 21 milioni di euro. Su 37.508 operatori ispezionati e 77.080 prodotti controllati, le irregolarità hanno riguardato l’11% dei prodotti e il 7,4% dei campioni analizzati.

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In questo senso, la Blockchain è una tecnologia promettente e, se utilizzata insieme all’Internet of Things, permette di avere una catena di approvvigionamento alimentare trasparente, di ridurre le frodi alimentari e di costruire la fiducia dei consumatori. Inoltre, l’utilizzo consapevole di questa tecnologia – pur considerando le luci e le ombre ad essa associate – può consentire alle aziende virtuose di migliorare i processi di produzione e distribuzione, fornendo al consumatore finale un prodotto migliore, di più alta qualità e che risponda meglio alle aspettative di trasparenza della tracciatura della filiera. La blockchain può rivelarsi, altresì, una leva strategica per la riduzione degli sprechi alimentari e per una maggiore consapevolezza di quello che si consuma, dal momento che prodotti di qualità superiore impattano positivamente sulla salute dei consumatori e sulla loro qualità della vita.

Un passaporto digitale su blockchain che valorizza l’eccellenza e la sostenibilità della carne Jubatti

La BluDev® di Farzati, partner tecnologico di cui CeR detiene il 20%, sfrutta le potenzialità di alcune tecnologie brevettate di ultima generazione, capaci di individuare l’origine unica dei prodotti e di catalogarli, creando per ciascuno di essi un’impronta digitale. In questa prima fase del progetto sono stati individuati alcuni bovini per lo più di razza limousine a cui saranno applicati dei chip all’arrivo nelle stalle. Da qui in poi tutte le fasi, incluse la macellazione, la lavorazione, il packaging e il trasporto a temperatura fino ai canali di distribuzione, saranno tracciate con l’assegnazione del food passport®, certificato tramite blockchain che raccoglie e conserva in un ID digitale unico tutte le caratteristiche verificate e certificate del prodotto, consultabili dal consumatore in modo semplice e intuitivo tramite la scansione di un QR Code che sarà apposto sull’etichetta della confezione.

Francesco Iubatti Direttore Generale di Soalca srl

Per il Gruppo Jubatti è soprattutto una questione etica e di responsabilità. Come afferma Francesco Iubatti, Direttore Generale di Soalca srl “Il progetto sviluppato da CeR, si prefigge di rendere fruibili, certi e immutabili i dati di alcune razze bovine, durante le fasi di crescita sino al confezionamento. La certificazione e la valorizzazione della lavorazione delle materie prime lungo tutta la filiera era un tassello mancante sia per tutelare il consumatore ma soprattutto per proseguire e aumentare l’impatto di processi d’innovazione aziendali green e sostenibili, includendo anche la tutela del benessere degli animali. Il Gruppo Jubatti sta seguendo da anni un percorso votato alla sostenibilità ambientale, che si concretizza anche in progetti di efficientamento energetico e di economia circolare, come il riutilizzo di scarti di lavorazione o la scelta di packaging riciclabili”.

 

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