Agrifood, Food & Beverage: il valore aggiunto del digitale al servizio del Made in Italy

Il ruolo e le prospettive dell’innovativa piattaforma Trusty della start-up Apio e della strategia di Open Innovation con Var Group per promuovere la trasparenza di filiera. Fra i primi casi di successo, Colli del Garda Gourmet e l’azienda risicola Meracinque. Inizia un percorso di innovazione digitale per dare vita a un ecosistema di imprese focalizzate sull’Agroalimentare [...]
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Svelare “here and now” tutti i segreti dei prodotti agroalimentari, rendendo accessibili ai consumatori le informazioni di origine e filiera, dalla produzione alla distribuzione, attraverso uno degli strumenti digital di uso più semplice e immediato: un’etichetta QrCode. Le nuove frontiere tecnologiche si affacciano al mondo Agrifood grazie all’intuizione Apio, startup che ha diffuso la sua innovativa soluzione per la tracciabilità dei dati della filiera agroalimentare grazie al lavoro svolto in team con Var Group.

Il risultato, che prende il nome di “Trusty”, è un esempio letteralmente “disruptive” di applicazione delle tecnologie DLT-Blockchain al settore Food & Beverage, proposto al mercato italiano grazie alla tecnologia IBM Food Trust. Obiettivo ultimo della soluzione: valorizzare l’eccellenza di uno dei comparti più importanti per l’economia nazionale, del made in Italy agroalimentare promuovendo la trasparenza dei prodotti finali.

 

La risposta digital alle esigenze di un comparto che vale il 9% del Pil

 

Lo sviluppo di Trusty rientra nel quadro della neonata partnership fra Var Group e Apio, start-up nata nel 2014 per volontà di un gruppo giovanissimi studenti dell’Università Politecnica delle Marche. L’accordo, che prevede l’acquisizione del 10% grazie alla sottoscrizione di un aumento di capitale, è finalizzato ad integrare le competenze della start up in ambito Blockchain e IoT nell’offerta Var Group.

Alla base dell’intesa, come puntualizzato in una nota aziendale da Francesca Moriani, Ceo di Var Group, c’è la voglia di “rispondere in modo sempre più efficiente alle esigenze di digitalizzazione delle aziende”: un obiettivo che ora coinvolge in particolare l’Agrifood, proprio con la nuova proposta dedicata alla gestione delle politiche di tracciabilità e trasparenza.

 

Agrifood e Open Innovation: lunedì 29, h 12.30 incontra su ClubHouse 8 startup selezionate da Var Group e da IBM

 

La potenziale applicazione dello strumento tecnologico è racchiusa nei numeri che fotografano il comparto: in Italia il mercato agroalimentare vale 133 miliardi di euro (pari al 9% del Pil), coinvolge 1,3 milioni di imprese lungo tutta la filiera, dall’agricoltura alla ristorazione, e dà lavoro a 3,2 milioni di persone (fonte Nomisma, 2018). In questo contesto, è in continua crescita il numero di aziende che sceglie di affacciarsi al mondo 4.0, scegliendo soluzioni digitali per innovare la propria offerta. E la necessità di garantire la tracciabilità dei prodotti, a tutela della qualità, è spesso alla base di questa tendenza.

 

Applicare la blockchain per favorire la condivisione dei dati

 

La tecnologia blockchain, su cui si fonda Trusty, non è certo una sconosciuta nell’ambiente Agrifood: secondo i dati dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio Rise dell’Università degli Studi di Brescia, oggi rappresenta infatti il 43% delle soluzioni disponibili, seguita da Qr Code (41%), mobile app (36%), data analytics (34%) e l’Internet of Things (30%).

E’ proprio questo il panorama in cui si inserisce la start-up Apio, con la piattaforma Trusty. Con un valore aggiunto in più: la capacità di penetrazione del mercato grazie all’iscrizione gratuita, cui si accompagnano funzioni free che permettono di tracciare il prodotto. A pagamento, invece, una serie di funzionalità per l’automatizzazione dell’inserimento dei dati.

 

Ma il contributo innovativo di Trusty va anche oltre. Grazie alla piattaforma, le aziende hanno infatti modo di affacciarsi anche ad altre tecnologie DLT e blockchain. L’obiettivo è creare un sistema che adotti standard di tracciabilità allo scopo di favorire le potenzialità di integrazione su piattaforme diverse.

Non solo, dunque, blockchain per garantire la inalterabilità delle informazioni all’interno di progetti di certificazione: in questo caso la tecnologia si rivela uno strumento capace di contribuire a favorire la condivisione dei dati, in modo sicuro, diffuso e accessibile anche ad un pubblico più vasto.

 

I primi casi di successo: un QrCode per fare storytelling di prodotto

 

L’idea ha già ottenuto i primi riscontri in termini concreti.

Non c’è da stupirsi, infatti, che il progetto abbia immediatamente preso piede sul campo: il settore Agrifood è da sempre fra i più sensibili e recettivi, in termini di relazione con il cliente, tanto che le imprese del comparto nutrono un’atavica attenzione al mondo consumer. Dalla loro ci sono spesso storie umane e aziendali di notevole spessore emotivo, che sfruttano le armi dell’abnegazione e della competenza per rivendicare il valore della filiera produttiva davanti alle contraffazioni. Uno sforzo che ora le tecnologie DLT- blockchain permettono di affrontare in modo facile e immediato: con la semplice scansione di un QrCode.

 

Per Colli del Garda Gourmet, azienda produttrice di prosciutti con sede tra le colline moreniche del Garda, il rispetto della filiera completa è un valore chiave in termini di Corporate responsibility. L’azienda custodisce il percorso produttivo dalla nascita dell’animale al confezionamento di 150 prosciutti crudi e circa 700 kg di prodotti cotti al mese, rigorosamente Dop.

Desiderosa di migliorare e accelerare i processi di rintracciabilità, visibilità e controllo dei processi, ma anche di portare sul mercato un messaggio di alta qualità, innovazione e slancio competitivo, l’azienda ha scelto di far ricorso al digitale per ottenere un registro immutabile e condiviso in cui inserire tutte le informazioni relative all’operato di ogni attore della filiera.

 

A Trusty il compito di indicizzare e validare i contenuti allineati alla strategia

 

La risposta a questa esigenza è giunta proprio da Var Group, che allo scopo ha sfruttato la piattaforma IBM Food Trust, che combina moduli per la gestione della supply chain con le funzionalità proprie delle DLT – blockchain, valorizzando l’intero ecosistema agroalimentare. Grazie a questo strumento è stato possibile lavorare sulla tracciabilità continua ed in tempo reale di tutte le fasi di produzione degli ordini, per strutturare una supply chain basata sui dati più vantaggiosa e sostenibile, per arrivare a garantire la sicurezza e la freschezza dei mangimi per gli animali, la riduzione della contaminazione incrociata, la diffusione di malattie e la ottimizzazione della durata di stoccaggio per eliminare gli sprechi.

 

Integrata con la piattaforma IBM, l’applicazione Trusty si è inserita nell’offerta offrendo a Colli del Garda Gourmet uno strumento unico per raccontare la storia dei propri prodotti in ogni canale di vendita. Come spiegato da Var Group, “l’azienda può concentrarsi su quello che sa fare meglio, e cioè produrre alimenti di qualità, ed affidare a Trusty l’impaginazione, l’indicizzazione e la validazione di contenuti sempre allineati alla propria strategia”. Tra i metodi di racconto del prodotto, anche il QRCode apposto sulle etichette dei salumi: inquadrando il codice, si visualizzano le informazioni specifiche di ogni singolo articolo, la storia delle sue lavorazioni, i passaggi chiave che lo rendono unico, oltre a dati utili all’acquisto, ricette, curiosità e spazi per i commenti.

 

Agriculture 4.0 e custome experience per rendere trasparente tutta la filiera

 

E’ la piena realizzazione della cosiddetta Customer experience immersiva, in grado di raccogliere feedback, suggerimenti, profilazione dei contatti e statistiche di visualizzazione in un rapporto sempre più intimo con ogni cliente. Esattamente quanto andava cercando, e ha trovato con gli stessi strumenti, anche Meracinque, azienda risicola condotta da cinque sorelle che, ereditando la passione del padre agronomo, si distinguono oggi per la produzione di un Carnaroli Classico di alta qualità (“il migliore”, tengono a precisare), l’unico micro-natural, grazie ad un’esclusiva tecnologia giapponese che permette di non trattare chimicamente le piante “e mantenere sano l’ambente della risaia – puntualizza Silvia Tovo – grazie ai microrganismi naturali”.

 

Il prodotto finale è quindi frutto di processi di Agricoltura innovativa, che combina l’agricoltura di precisione con i principi dell’Internet of farming, ma anche di politiche di sostenibilità agricola di concezione avanzata. E si inserisce in un percorso che, a fianco delle tecnologie Smart Agriculture 4.0, ora si avvale anche delle tecnologie DLT  blockchain per promuovere la sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’attività: merito della collaborazione con Var Group e Apio, tramite l’innovativa piattaforma Trusty. “Grazie a questo strumento – spiega Benedetta, un’altra delle cinque sorelle imprenditrici – siamo riuscite a tracciare completamente il nostro prodotto, dal seme al packaging, rendendo le informazioni perfettamente trasparenti.

 

Meno rischi, meno costi, contatto più immediato con il cliente

 

Scelte vincenti? “Tracciare l’attività prima era complesso e laborioso – fa notare Benedetta Tovo di Meacinque -: ora invece, grazie a questa soluzione, riusciamo a rendere tutti i nostri step pienamente trasparenti”. “I nostri sforzi non arrivavano mai con la stessa forza al consumatore finale – aggiunge la sorella Silvia -, mentre ora possiamo farlo sfoggiando una semplicissima etichetta sul nostro packaging totalmente compostabile”.

 

Anche Colli del Garda Gourmet dice sì alla novità. Il ricorso a queste tecnologie, spiega l’azienda, ha consentito di ottenere maggiore fiducia da parte dei consumatori, riducendo al contempo i rischi legati alla contraffazione. Si è inoltre registrato un risparmio dei costi, ottimizzando la produzione e beneficiando di finanziamenti e tassi di credito agevolati. L’etichetta, in questo contesto, è diventata letteralmente un’esperienza unica per l’utente, senza però che l’azienda abbia dovuto preoccuparsi di gestire un’infrastruttura IT.

 

A conti fatti, per entrambe le realtà, l’esperienza di acquisto che ne è scaturita ha rivoluzionato il customer journey in senso sempre più consapevole, in perfetta linea con le esigenze che la clientela va maturando nel suo processo di crescita.

 

Var Group, con un fatturato di 396 milioni di Euro al 30 aprile 2020, oltre 2500 collaboratori 23 sedi in tutta Italia, 8 all’estero in Spagna, Svizzera, Germania, Romania, Cina e Austria, è uno dei principali partner per l’innovazione del settore ICT. Sostiene la competitività delle imprese del Made in Italy con offerte dedicate ai maggiori distretti italiani come: Manufacturing, Food & Wine, Meccanica industriale, Automotive, Fashion, Furniture, Retail & Gdo. La proposta Var Group si rinnova quotidianamente grazie alla ricerca continua e alla stretta collaborazione con Start up e Poli Universitari. Le imprese si trovano di fronte a sfide sempre più complesse: devono poter contare su soluzioni innovative e specializzate. L’offerta Var Group trae la sua forza dalla profonda conoscenza dei processi aziendali e dall’integrazione di più elementi. È frutto del lavoro di Business Unit focalizzate nello sviluppo di progetti di: Customer Experience, Digital Process, Digital Cloud, Digital Security, Cognitive and Advanced Analytics, Smart Services e Business Technologies Solutions.

 

Immagine fornita da Shutterstock

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