Intervista

xFarm: crisi climatica e la nuova PAC spingeranno la digitalizzazione dell’agricoltura

La piattaforma digitale dedicata al settore agricolo conta già 100.000 aziende registrate nel nostro Paese e ora punta a una dimensione internazionale [...]
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Matteo Vanotti, Ceo & CDO di XFarm

Digitalizzare l’agricoltura non è in fondo così diverso da altri settori considerati più innovativi e moderni. Parola di Matteo Vanotti, Ceo e co-founder di xFarm, una delle principali piattaforme digitali dedicate al settore, che Agrifood.tech ha intervistato in occasione del recente AWS Summit di Milano.

“Sono un ingegnere, ho lavorato per dieci anni a Zurigo nel Fintech, occupandomi di big data e algoritmi. Quattro anni fa sono uscito da questo mondo per fondare xFarm, non casualmente: la mia famiglia proviene dall’imprenditoria agricola, sono cresciuto nell’azienda dei nonni. Mi sono così reso conto che in maniera del tutto simile a quello che succede nel mondo del finance è possibile mettere a punto dei modelli predittivi anche nel settore primario, che per esempio aiutino a capire quando una pianta ha bisogno di acqua oppure di nutrizione”.

Il contributo di xFarm all’efficienza idrica

È nata così xFarm, una vera e propria piattaforma digitale per la gestione di tutta la parte operativa delle aziende agricole (mappe, magazzino) e che, in più, funziona da DSS (Decision support system), offrendo preziosi consigli all’agricoltore. “Prendiamo i dati da satelliti e sensori sul campo, li elaboriamo e sulla base di questo riusciamo a dare dei consigli mirati all’azienda agricola per essere più efficiente sotto tanti punti di vista. Ad esempio, da quello delle risorse idriche: quando si hanno diversi ettari di terreno, è importante sapere quando e quanto mettere l’acqua. Basandoci anche sull’andamento delle precipitazioni, riusciamo a consigliare il momento giusto per innaffiare una determinata porzione di territorio”. Ottenendo in questo modo notevoli efficienze: in un momento in cui il Paese è attanagliato da una crisi idrica con pochi precedenti, xFarm stima che sia possibile ottenere con le sue soluzioni un risparmio medio del 30% nell’utilizzo dell’acqua. A cui va aggiunta una riduzione del 15% dei fitofarmaci e del 15% del tempo amministrativo, dal momento che la disponibilità di una piattaforma digitale consente di pianificare al meglio anche l’iter organizzativo di un’azienda agricola.

Vanotti: “La PAC spingerà la digitalizzazione orientata all’efficienza e alla sostenibilità”

L’attuale crisi idrica spingerà ulteriormente le soluzioni smart in agricoltura?

“Sicuramente l’attenzione per i sistemi di smart irrigation è crescente. Ma abbiamo visto un fenomeno del tutto simile con la crisi ucraina, in cui si è assistito alla triplicazione del prezzo dei concimi. Dal momento che questi ultimi influiscono molto sui costi di produzione, ora c’è molta più attenzione a impiegarli solo quando davvero necessario. Soprattutto, poi, abbiamo di fronte un grande cambiamento nella PAC, la polita agricola comune europea. Sino ad oggi, erano stati riconosciuti contributi a tutti i proprietari agricoli. Dal 2023, invece, si cambierà, con un approccio orientato alla performance: le sovvenzioni saranno riconosciute soltanto se ci sarà un comportamento sostenibile e orientato alle linee guida. L’impiego delle tecnologie innovative e digitali, orientate all’efficienza e alla sostenibilità, andrà sicuramente nella direzione auspicata dalla nuova politica agricola comunitaria”, evidenzia Vanotti.

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Tutto questo spingerà la crescita della digitalizzazione del settore: attuale, secondo i dati dell’Osservatorio Smart Agrifood del Polimi, le aziende digitalizzate oggi in agricoltura sono circa il 6%, dunque una piccola fetta, che sta però crescendo molto velocemente. “Noi ci confrontiamo con un mondo non ancora digitalizzato, inoltre in Italia c’è una dimensione media delle aziende agricole più piccola rispetto a quella di altri Paesi. Di norma le imprese più grandi tendono a essere più strutturate, dunque la digitalizzazione tende ad arrivare prima. Non sempre comunque conta soltanto la dimensione ma anche il mindset: l’agricoltore con la giusta proposizione tende a investire in innovazione molto velocemente”.

Un modello freemium con AWS

Questo mercato in crescita è intercettato da XFarm con una proposizione particolare, che prevede un approccio all in one e una solida partnership tecnologica sul cloud (dove si trovano tutti i dati delle aziende agricole) con AWS: “Non produciamo dunque direttamente i sensori, cosa che d’altra parte non avrebbe neanche senso perché sono ormai una commodity. Abbiamo creato però un gateway che è in grado di collegarsi a qualsiasi sensore e inviare i dati sul cloud AWS, sfruttando qualsiasi tipo di rete. Da un punto di vista commerciale ci basiamo un modello freemium, molto simile a quello di Spotify: da una parte mettiamo a disposizione 15 moduli gratis, più altri 15 che sono in up-selling.

L’idea alla base di questo approccio è che la trasformazione digitale dell’agricoltura è ancora all’inizio rispetto ad altri settori, dunque, per guadagnare la fiducia degli agricoltori è importante che possano sperimentare i nostri servizi. Inoltre, lavoriamo su diversi progetti con le grandi corporate, con Barilla, Lavazza, Parmalat, che dietro di loro hanno migliaia di aziende. Quello che facciamo con queste realtà è avviare dei progetti di trasformazione digitale di tutti i loro fornitori: Parmalat ad esempio, ne ha circa 3000 e ci ha chiesto di digitalizzarli completamente.

Ma perché lo fanno? Digitalizzandoli riusciamo a renderli più efficienti e permettiamo di ridurre i loro consumi di CO2. Consentendo così alle corporate dell’agroalimentare di raggiungere i propri obiettivi ESG, che in buona parte dipendono dal comportamento della propria filiera”. In Italia ormai xFarm può contare su 102.000 aziende agricole registrate: considerato che quelle attive nel nostro Paese sono circa 600.000, questo significa che un’impresa agricola su sei ha sperimentato i servizi della piattaforma. Per il futuro ”La parola magica è scalabilità. Abbiamo aperto la nostra filiale a Barcellona lo scorso gennaio e vogliamo rafforzarci anche in Paesi come Francia e Germania, che sono il cuore della produzione agricola continentale. Da un punto di vista tecnologico ci sarà un’evoluzione: sinora abbiamo soprattutto raccolto tanti dati, ora dobbiamo essere sempre più capaci di analizzarli, grazie anche all’impiego di tecnologie come l’Intelligenza artificiale”.

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