Agricoltura 4.0: cos’è, incentivi e tecnologie abilitanti

I vantaggi dell'Agricoltura 4.0 per le aziende e per i consumatori finali: dalla razionalizzazione delle risorse alla tracciabilità end to end. I numeri in Italia e le agevolazioni 2021 per le imprese [...]
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Man mano che il concetto di digital transformation si sta facendo strada in tutti i settori della vita quotidiana, rivoluzionando il nostro modo di produrre e di interagire, le applicazioni delle tecnologie digitali tendono a “specializzarsi” nei singoli comparti di applicazione. E uno di quelli che più ha da guadagnare da questo processo di innovazione è senza dubbio l’agricoltura, che viene spesso considerata con un ambiente “tradizionalista” e poco propenso al cambiamento, ma che invece negli ultimi anni sta sperimentando con risultati evidenti e facilmente misurabili il potenziale della digitalizzazione. Così se – quando ci rivolgiamo nello specifico al manifatturiero – il termine per indicare al digital transformation negli ambienti produttivi è “industria 4.0”, l’ingresso delle tecnologie della quarta rivoluzione industriale nell’agrifood è “agricoltura 4.0”.

Cos’è l’agricoltura 4.0

L’agricoltura 4.0 è il risultato dell’applicazione di una serie di tecnologie innovative nel campo dell’agrifood, e può essere considerata come un “upgrade” dell’agricoltura di precisione. Questo grazie all’automatizzazione della raccolta, dell’integrazione e dell’analisi dei dati che provengono direttamente dai campi grazie a sensori e altre fonti.

Le tecnologie digitali 4.0 in questo contesto sono utili per supportare – grazie all’analisi dei dati – l’agricoltore nella sua attività quotidiana e nella pianificazione delle strategie per la propria attività, compresi i rapporti con tutti gli anelli della filiera, generando un circolo virtuoso in grado di creare valore per la singola aziende e a cascata per i suoi partner. Grazie a queste nuove soluzioni e all’applicazione delle tecnologie digitali così, dall’IoT all’intelligenza artificiale, dall’analisi di grandi quantità di dati ai trattori a guida autonoma fino all’utilizzo dei droni, le aziende agricole possono aumentare la profittabilità e la sostenibilità economica, ambientale e sociale della propria attività.

L’agricoltura di precisione (precision farming)

L’inizio dell’applicazione di tecnologie per l’agricoltura di precisione in Italia risale agli anni ’90: si tratta in pratica di utilizzare soluzioni digitali per interventi specifici, che tengano conto in particolare delle esigenze del suolo e delle piante. Il fine di questi interventi è quello di migliorare quanto più possibile la resa produttiva delle piantagioni e contenere per i costi e l’impatto ambientale. Di questa categoria fanno parte ad esempio tutti gli interventi per rendere più efficiente l’irrigazione senza sprecare risorse idriche né far soffrire le piante, le tecnologie per il planting adattate alle caratteristiche biochimiche e fisiche del suolo su cui si interviene, la somministrazione di antiparassitari commisurate alle esigenze specifiche di ogni singola area e pianta, o di fertilizzanti soltanto nella quantità necessaria e nei tempi più utili.

Per questo l’agricoltura di precisione, oltre a essere il predecessore più prossimo dell’agricoltura 4.0, è anche uno dei cardini di quest’ultima, perché mette le basi per adattare i processi produttivi alle singole necessità grazie a interventi mirati e tempestivi in grado di adattarsi alle esigenze del momento. La base per rendere più efficaci queste tecnologie è l’utilizzo in tempo reale dei dati che provengono dai campi. Grazie ai sensori che possono trasmettere informazioni, installate sui campi o sulle macchine agricole, sarà infatti possibile prendere decisioni tempestive ed efficaci, che potranno essere affidate anche a sistemi automatizzati.

I vantaggi dell’agricoltura 4.0 per le aziende

In linea generale i principali vantaggi dell’agricoltura 4.0 sono quelli, come dicevamo, di una razionalizzazione dell’uso delle risorse, e quindi principalmente economici per le aziende della filiera. Ma un percorso dei prodotti – dal campo alla tavola – improntato a massimizzare la sostenibilità ha un impatto positivo anche sulla salute, dal momento che sarà possibile portare fino ai consumatori finali prodotti più controllati e più freschi rispetto a quanto avviene con le tecniche tradizionali. Per quantificare questi vantaggi, si parla di un risparmio attorno al 30% per gli input produttivi e di un aumento del 20% della produttività, con un utilizzo limitato di sostanze chimiche.

Puntando poi l’attenzione sull’utilizzo dei dati, c’è da aggiungere che poter contare sull’analisi in tempo reale delle informazioni che provengono dai campi è estremamente utile per gestire ogni attività legata all’agricoltura in modo più veloce e quindi anche efficiente. Grazie all’analisi dei dati infatti sarà possibile improntare al massimo dell’efficienza l’utilizzo delle macchine agricole, o utilizzare soltanto la quantità di acqua necessaria, senza sprechi. Grazie allo stesso set di informazioni inoltre sarà possibile prevenire le patologie delle piante o contrastarne i parassiti, limitando i danni nel momento in cui si dovessero verificare problemi grazie al monitoraggio costante e simultaneo delle coltivazioni. Ed è bene sottolineare che si tratta di vantaggi che si possono ottenere indipendentemente dal tipo di coltura.

Come digitalizzare un’azienda agricola: tecnologie abilitanti

Ecco di seguito alcune delle tecnologie utili nella digital tranformation delle aziende agricole

Agrometeorologia

parliamo in questo caso delle applicazioni che possono essere utilizzate per integrare nelle strategie di coltivazione le informazioni che provengono dalle previsioni meteo, grazie anche asd automatismi che possono trovare applicazione grazie alla raccolta e all’analisi in tempo reale dei dati provenienti dalle diverse fonti, come sensori o transazioni computer based, ed essere strutturati o destrutturati.

Big Data

si tratta dell’insieme delle informazioni che possono essere generate da strumenti diversi e che possono essere utili per efficientare la produzione. Questi dati possono provenire da fonti eterogenee, come sensori o transazioni computer based, ed essere strutturati o destrutturati. La chiave è sempre la capacità di integrarli e analizzarli in real time, in modo da dare risultati affidabili da cui possa essere estratto o generato valore.

Blockchain

Parliamo in questo caso delle tecnologie della famiglia della Distributed Ledger Technology: sistemi che permettono ai nodi di una rete di raggiungere il consenso sulle modifiche di un registro distribuito in assenza di un ente centrale, in cui il registro distribuito è strutturato come una catena di blocchi contenenti transazioni. Si tratta di soluzioni particolarmente utili per la tracciabilità della produzione, dal campo alla tavola, certificando i requisiti dei prodotti in termini di sostenibilità.

Cloud

WEBINAR
Pharma e Agrifood: i vantaggi di tracciabilità end to end e sostenibilità in un webinar dedicato
Smart agrifood
Sviluppo Sostenibile

Si tratta dell’insieme di servizi Ict accessibili on-demand e in modalità self-service tramite tecnologie Internet, basati su risorse condivise, caratterizzati da rapida scalabilità e dalla misurabilità puntuale dei livelli di performance. L’ “as a service” può essere un tipo di soluzione particolarmente utile per estendere su scala il più possibile ampia una serie di tecnologie complesse e in rapida evoluzione, che altrimenti sarebbe stato più difficile – dal punto di vista dei costi e delle competenze – per le aziende più piccole riuscire ad adottare.

 Connected device

Sono i dispositivi che possono trasmettere e/o ricevere informazioni attraverso una ret, che si tratti di Wi-fi o di reti mobili.

Droni

Si tratta di piccoli velivoli connessi senza pilota, in grado di monitorare le coltivazioni in tempo reale e di trasmettere immagini o informazioni utili per chi deve prendere decisioni. I droni possono essere impiegati anche per interventi mirati in campo, come ad esempio nel caso della la lotta biologica alla piralide nel mais.

Farm management information system

Sono i sistemi informativi che supportano l’imprenditore agricolo nel completare diverse attività, come la pianificazione e la rendicontazione delle operazioni e/o la produzione di documentazione a supporto del business.

Intelligenza artificiale

E’ lo strumento principale per l’analisi di una grande mole di dati, grazie a sistemi hardware e software in grado di perseguire autonomamente una finalità definita. Si tratta quindi della tecnologie che consente di dotare le macchine di una o più caratteristiche considerate tipicamente umane, e che le mette in grado di prendere decisioni in tempo reale grazie a tecniche di machine learning legate all’apprendimento e  alla percezione visiva o spazio-temporale.

Internet of things

E’ la tecnologia che consente agli oggetti, connessi in rete tra loro e con una centrale di controllo tramite internet. Gli oggetti diventano così interconnessi e  “intelligenti” e possono scambiarsi informazioni utili a migliorare le condizioni di vita e di sviluppo delle piante, grazie all’identificazione a radiofrequenza, a reti wireless o alla comunicazione machine-to-machine,fino ad arrivare all’interazione uomo-macchina, al middleware, ai servizi web e ai sistemi informativi

Il mercato dell’agricoltura 4.0 in italia

 A pesare sul comparto dell’agricoltura nell’ultimo anno ci sono state le difficoltà causate dall’emergenza Covid-19, che ha contribuito a causare una diminuzione della disponibilità di manodopera e a una contrazione delle vendite a causa dei lockdown e della chiusura a fasi alterne di hotel, bar e ristoranti. Secondo i dati pubblicati dall’Osservatorio Smart Agrifood 2021 della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia, il mercato dell’agricoltura 4.0 in Italia è però ripartito con forza nella seconda metà del 2020, toccando il valore di 540 milioni di euro nel 2020, pari a circa il 4% del mercato globale, con una crescita del 20% rispetto all’anno precedente, in linea con l’andamento prepandemia. A trainare la spesa è stata l’Agricoltura di Precisione, seguita dagli strumenti a supporto delle attività in campo (sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature e macchinari connessi).

Complessivamente sono così 538 le soluzioni di Agricoltura 4.0 disponibili per il settore agricolo in Italia, più di 100 in più rispetto al 2019, che sfruttano principalmente sistemi di Data Analytics, piattaforme o software di elaborazione e internet of things. La loro applicazione principale è nelle fasi di coltivazione, semina e raccolta dei prodotti, soprattutto nell’ortofrutticolo, nel vitivinicolo e nel cerealicolo.

Complessivamente, è pari al 60% la percentuale delle aziende agricole che utilizzano almeno una soluzione digitale, mentre il 38% ne impiega due o più, e soltanto il 3-4% della superficie agricola è coltivata con strumenti 4.0.

La fotografia scattata dalla ricerca evidenzia inoltre che il mercato italiano dell’Agricoltura 4.0 è trainato dai produttori di macchine agricole e ausiliari, alle quali si può attribuire il 73% del fatturato del settore, seguiti dai fornitori di soluzioni IT e tecnologie avanzate, in particolare quelle IoT, che si fermano al 17%. Le soluzioni che attirano più investimenti sono quelle per il monitoraggio e il controllo di mezzi e attrezzature agricole (36% del mercato) e i macchinari connessi (30%).

Quanto ai software gestionali, rappresentano il 13% della spesa, mentre i sistemi per il monitoraggio da remoto di coltivazioni e terreni coprono l’8%, il 5% è rappresentato da sistemi di supporto alle decisioni, il 4% da soluzioni per la mappatura di coltivazioni e terreni, il 2% da robot per le attività in campo.

Tra le tecnologie più utilizzate ci sono in prevalenza quelle di Data & Analytics (73%), piattaforme e software di elaborazione (68%) e Internet of Things (54%, +4%), seguite dai device di ultima generazione (46%), mobilità e geolocalizzazione (38%), veicoli e attrezzature connesse (25%), Cloud (19%, +10%) e Artificial Intelligence & Machine Learning (12%).

La maggior parte di questi strumenti è impiegata nella mappatura e monitoraggio da remoto dei terreni (41%), nell’analisi dei fattori ambientali e dei terreni (33%), nel monitoraggio di macchine e attrezzature (23%) e nel water management (19%).

Credito d’imposta e altri incentivi agricoltura 4.0

Tra le agevolazioni per l’agricoltura 4.0 in primo piano c’è il credito d’imposta, che ha sostituito con la Legge di Stabilità 2020 gli incentivi del super e iperammortamento. Si tratta di una nuova misura di agevolazione fiscale per investimenti in macchinari agricoli, che prevede un contributo pari al 50% dell’investimento e fino a 2,5 milioni di euro per macchine agricole con tecnologia 4.0, e al 10% dell’investimento e fino ad un massimo di 2 milioni di euro per tutte le altre macchine agricole. Si tratta di un contributo che può essere utilizzato come un credito per la compensazione delle spese tributarie sostenute tramite F24 come IVA, IMU, contributi previdenziali, oltre che le imposte dirette. Al credito d’imposta possono accedere tutte le imprese agricole che facciano base in Italia, senza distinzioni di forma giuridica o settore economico di appartenenza, o regime fiscale di determinazione del reddito. La misura include così anche i contoterzisti e le imprese agricole anche individuali che si avvalgono del regime forfettario, indipendentemente dalla capacità dell’azienda di produrre reddito.

​Per poter accedere al credito d’imposta per i beni 4.0, l’azienda è tenuta a produrre un’autocertificazione in caso di investimento inferiore a 300.000 euro, o una perizia tecnica giurata in caso di investimento superiore a 300.000 euro, attestanti che il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo tra i beni 4.0.

​E’ possibile usufruire del credito in 3 anni, in quote di pari importo, a partire dall’anno successivo a quello di entrata in funzione della macchina.

Oltre alle agevolazioni del credito d’imposta, è possibile usufruire anche del bando per finanziamenti a fondo perduto alle imprese che decidano di investire in nuovi macchinari agricoli pubblicato da Inail, l’Istituto Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro, per complessivi 200 milioni di euro. Il contributo Inail è pari al 50% dell’investimento per i giovani agricoltori e del 40% per tutte le altre imprese agricole per importi compresi tra un minimo di 1.000 euro fino ad un massimo di 60.000 euro.

La misura si pone l’obiettivo di ​contribuire alla riduzione di emissioni inquinanti, di ridurre i rischi di infortuni e di ottimizzare il rendimento e la produttività delle macchine. All’agevolazione possono accere tutte le imprese, di qualsiasi forma giuridica, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio nei settori Industria, Artigianato e Agricoltura, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.

Per l’agricoltura 4.0 può inoltre essere utilizzata la Nuova Sabatini, rifinanziata per il periodo 2020-2025 e per un importo complessivo di 540 milioni di euro dei quali 105 per il 2021. Si tratta di un contributo a parziale copertura degli interessi pagati sul finanziamento, che equivalgono ad un risparmio sul valore dell’investimento pari al 7,7% su macchine agricole ordinarie, al 10% su macchine agricole 4.0 e al 15,4% su macchine agricole 4.0 per le micro e piccole imprese ubicate nelle regioni del SUD.  Una delle novità più importanti della Sabatini 2021 introdotta dalla “Legge di Stabilità 2021” riguarda la possibilità di erogare il contributo in un’unica soluzione indipendentemente dall’importo del finanziamento.

​Una ulteriore agevolazione per l’agricoltura 4.0 viene dal Credito del Mezzogiorno, che ha avuto una proroga nella legge di bilancio 2021 fino al 31.12.2022 per Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Il credito d’imposta compete nella misura massima consentita dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 con una quota del 45% per le piccole imprese, del 35% per le medie imprese e del 25% per le grandi imprese. E’ utilizzabile esclusivamente come credito per la compensazione delle spese tributarie sostenute tramite F24 come IVA, IMU, contributi previdenziali, mediante Entratel o Fisconline, ed è cumulabile sia con la misura del credito d’imposta 2021 sia con Nuova Sabatini, ed è applicabile su investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2022.

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