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Agricolus essential: i Big data al servizio dell’agricoltura di precisione

Antonello Salerno

Ottimizzare il lavoro sui campi grazie alla raccolta e all’analisi dei big data, abilitata da una piattaforma digitale. E’ il senso di Agricolus essential, la nuova soluzione per l’agricoltura di precisione messa a punto dalla startup Agricolus, nata nel 2017 dall’unione delle attività di ricerca della software house di Perugia TeamDev e di Aedit, spin off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, specializzata su ricerca, sviluppo, trasferimento e diffusione di tecnologie informatiche nel settore agro-ambientale.

Agricolus essential va ad aggiungersi ad Agricolus Free, la soluzione gratuita per gli operatori che vogliono prendere confidenza con le tecnologie innovative che possono essere applicate all’agrifood. 

Ma quali sono le possibilità aperte dall’utilizzo di Agricolus Essential? La soluzione è in grado di raccogliere i dei e offrire, utilizzando modelli matematici, previsioni e stime. Questo consente di fornire supporto alle decisioni (DSS) e contribuire alla lotta intelligente alle fitopatie, di mappare i campi, consultare le analisi satellitari per comprendere l’evoluzione e la variabilità delle colture nel tempo, registrare irrigazioni, trattamenti e concimazioni. Inoltre attraverso una professional dashboard condivisa con l’agronomo che segue l’azienda sarà possibile monitorare, anche da remoto, lo stato degli appezzamenti. E attraverso un’app per dispositivi mobili si potranno gestire diverse funzioni anche attraverso uno smartphone o un tablet. Tutto questo concorrerà a migliorare la produttività e gestione delle colture, mentre monitorando le patologie si potrà risparmiare sull’utilizzo di prodotti fino al 25%, spendendo quindi meno e riducendo l’impatto ambientale.

“Agricolus è una piattaforma per gli agricoltori del futuro, sempre più smart e tecnologici, insoddisfatti di soluzioni troppo complesse e inaccessibili – afferma Antonio Natale, Coo di Agricolus – Così, l’agricoltore è in grado di concentrarsi esclusivamente sui processi agronomici, incrementando l’efficienza e la sostenibilità del proprio lavoro. È un cambio di paradigma. Le decisioni sono guidate sempre più dai dati empirici. C’è sempre meno spazio per intuizioni, credenze, colpo d’occhio”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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