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Le startup dell’agroalimentare sotto la lente dell’Osservatorio Smart Agrifood

Redazione

Quali sono i trend dell’innovazione digitale nell’AgriFood in Italia? Quali business model innovativi emergono dalle startup Smart AgriFood? Come è possibile innovare il business delle aziende consolidate interagendo con le startup?

Queste sono le domande di ricerca che si è posto l’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia nell’ambito delle ricerche legate all’innovazione digitale nel mondo agrifood. (A questo articolo: Osservatorio Smart Agrifood: Agricoltura 4.0 a 400 milioni di euro nel 2018 la lettura generale e aggiornata dei vari fenomeni di innovazione sotto la lente dell’Osservatorio).

Startup: perimetro di analisi e distribuzione geografica

Nella ricerca 2018 state prese in esame oltre 1.000 startup internazionali:

  • 98 start up italiane
  • Operanti nello Smart AgriFood
  • Fondate dal 2012 in Italia
  • Attualmente attive e operative

Da quell’analisi la Lombardia risulta la Regione italiana con il maggior numero (33%) di startup Smart AgriFood con il 53% del finanziamento complessivo ottenuto. Appare poi rilevante la discrepanza tra la numerosità delle startup emiliane (17%) e i finanziamenti da esse ricevuti (7%).

Il portafoglio di tecnologie utilizzate

 

 

 

 

 

 

Le 98 start up analizzate utilizzano i droni per il rilevamento di immagini di terreni e colture; sistemi di Internet of Things per monitorare le produzioni e la Blockchain per la tracciabilità.

Il 42% di start up fa uso di big data in due modi:

  • real time 16%: monitoraggio in tempo reale di umidità/temperatura del terreno, condizioni atmosferiche, livello di inquinamento delle acque e dell’aria.
  • simulazioni e analisi predittive 4%: servizi di agrometereologia per la previsione della crescita e della maturazione delle colture, previsione della domanda; sistema di analisi dati per sviluppo di modelli previsionali per interventi sul processo produttivo al fine di assicurare la qualità finale prima di effettuare le analisi sul prodotto.

e-Commerce al primo posto e finanziamenti scarsi
per l’Agricoltura 4.0

Di 98 startup e considerando che ognuna può esplorare uno o più ambiti applicativi, quelli più ambiti dalle start up italiane sono per il 50% l’e-commerce, 20% agricoltura 4.0, 13% qualità alimentare, 8% sostenibilità, 6% tracciabilità e 7% altro.

Il 67% dei 25,3 milioni di € totali è stato ricevuto da startup e-Commerce. Nonostante la numerosità significativa, le startup operanti nell’Agricoltura 4.0 contano solo il 7% del finanziamento totale. Il 15% va alla qualità alimentare, 9% alla sostenibilità e 4% alla tracciabilità.

Target business, value proposition e nuovi business model

Farmers & breeders (53%): decision support systems, mappatura e monitoraggio da remoto di colture e terreni. In ambito Agricoltura 4.0, emergono piattaforme OPEN, volte all’integrazione di sistemi e dati per fornire all’agricoltore una soluzione unica e completa di gestione aziendale.
Un esempio è quello di AeroDron: droni dotati di sensori per la mappatura 3D del territorio finalizzata a interventi agricoli e la tutela ambientale.

Nell’ambito della Food processing industry (20%) l’innovazione riguarda i sistemi di monitoraggio e controllo produzioni e la tracciabilità accanto all’innovazione tecnologica nella gestione dei dati di filiera tramite blockchain.
In quest’ambito si colloca l’esempio di Qualitade: servizio SaaS che permette di effettuare analisi di autocontrollo con tecnologia NIRS.

Nel Food service (16%) si affronta il tema delle piattaforme per food delivery e ci sono esempi come GetDayOffer: piattaforma per prenotare in ristoranti piatti tipici da asporto o per ordinare un tavolo. Grazie all’AI la piattaforma suggerisce al consumatore i ristoranti più adatti per lui.
Nel campo e-Commerce emergono business model volti a disintermediare la filiera e connettere i consumatori direttamente alle aziende agricole. L’esempio viene da realtà come Biorfarm: piattaforma eCommerce per acquisto di un albero biologico. L’utente potrà monitorare il proprio albero in tutto il ciclo di vita e ricevere a domicilio il raccolto.

Infine nell’ambito dei Retailers (6%) dove lo sguardo è rivolto alla sostenibilità, alla promozione di prodotti in scadenza per riduzione sprechi alimentari lungo la filiera. E qui ci sono esempi come Last minute sotto casa: mobile app che permette ai negozianti di pubblicare offerte quando hanno alimenti in scadenza o in eccesso.

Le classifica delle cinque start up più finanziate

Su 45 Startup italiane, le 5 start up più finanziate sono:

  • Foorban 2.700.000 €: piattaforma eCommerce di piatti pronti, studiati settimanalmente da un team di chef e nutrizionisti.
  • XNext 2.500.000 €: monitoraggio qualità prodotti Food tramite Raggi X.
  • VINO 75 2.400.000 €: “enoteca online”: piattaforma eCommerce per l’acquisto di vini e distillati italiani e internazionali.
  • Tannico 2.100.000 €: piattaforma eCommerce per l’acquisto di vini italiani.
  • Watly 2.000.000 €: depuratore intelligente per risorsa idrica. Sfrutta energia solare e genera energia elettrica.

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