Normativa

Dalle Ue nuove norme per accelerare l’introduzione di pesticidi biologici

Le proprietà biologiche ed ecologiche di ciascun microrganismo saranno messe al centro del processo di valutazione scientifica dei rischi per dimostrarne la sicurezza prima che possano essere approvati come sostanze attive nei prodotti fitosanitari

Pubblicato il 01 Set 2022

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Dall’Unione Europea arrivano nuove norme per accelerare l’autorizzazione dei pesticidi biologici, così da sostenere la riduzione dell’uso di pesticidi chimici nell’ambito della strategia “Dal produttore al consumatore”. Più nel dettaglio, le nuove disposizioni faciliteranno l’autorizzazione dei microrganismi da usare come sostanze attive nei prodotti fitosanitari e offriranno agli agricoltori dell’UE ulteriori opzioni per sostituire i prodotti fitosanitari chimici con alternative più sostenibili.

In particolare, al fondo della normativa c’è la scelta di porre le proprietà biologiche ed ecologiche di ciascun microrganismo al centro del processo di valutazione scientifica dei rischi, che deve dimostrare la sicurezza prima che i microrganismi possano essere approvati come sostanze attive nei prodotti fitosanitari. In definitiva, le norme dovrebbero accelerare l’autorizzazione dei microrganismi e dei prodotti fitosanitari biologici che li contengono. Già approvate dagli Stati membri nel febbraio 2022, le nuove disposizioni si applicheranno a partire dal novembre 2022.

Soddisfazione a proposito è stata espressa da Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare: “La transizione a sistemi alimentari più sostenibili implica la necessità di trovare alternative ai pesticidi chimici che rispettino il nostro pianeta e la nostra salute. La Commissione si è impegnata ad agevolare questo processo aumentando il numero di alternative biologiche e a basso rischio sul mercato: dall’inizio del nostro mandato abbiamo già approvato 20 alternative a basso rischio. Grazie a queste nuove norme, faremo sì che le alternative biologiche possano raggiungere i nostri agricoltori ancora più rapidamente. Quanto più investiamo collettivamente risorse nella valutazione dei prodotti fitosanitari, tante più alternative sicure avremo a disposizione per tenere fede al nostro impegno a ridurre l’uso dei pesticidi chimici del 50% entro il 2030.”

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