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Exporium, ecco la piattaforma che apre alle pmi dell’agroalimentare le porte dell’export

Pensata per abbattere le barriere linguistiche e culturali, riporta in digitale le stesse dinamiche del mercato fisico. Il co-founder Andrea Cirillo: “Vogliamo premiare le realtà che lavorano per raggiungere sempre alti standard di qualità” [...]
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Aprire le porte dell’export anche alle piccole aziende dell’agroalimentare: è questo l’obiettivo di Exporium, la piattaforma digitale B2B che si propone di abbattere le barriere linguistiche e culturali ricreando online le stesse dinamiche dei mercati fisici. Si tratta in sostanza di un luogo virtuale in cui i protagonisti della filiera produttiva e distributiva hanno la possibilità di entrare in contatto, conoscersi, fare trattative e negoziare come se fossero in presenza, senza barriere linguistiche, quindi facilitando la finalizzazione di vendite anche con i mercati esteri.

“Il lavoro dei piccoli produttori locali rischia sempre di passare in secondo piano rispetto alle aziende strutturate, ma sappiamo bene che la qualità del loro lavoro e soprattutto dei loro prodotti è di un altro livello – afferma Andrea Cirillo, co-founder di Exporium – Per questo abbiamo scelto di includere nella nostra piattaforma produttori e prodotti non appartenenti alla Grande Distribuzione, poiché vogliamo premiare quelle realtà che lavorano per raggiungere sempre un determinato standard di qualità”.

A evidenziare le potenzialità di Exporium ci sono i dati del XV report ICE-Prometeia, da cui emerge che nel 2017 soltanto il 25% delle imprese italiane del settore agroalimentare era presente in maniera sistematica sui mercati esteri, a causa della frammentazione del mercato e della mancanza di logiche e strategie di filiera.

“L’incapacità delle aziende di essere presenti dove c’era più richiesta ha contribuito negli anni alla diffusione dell’Italian Sounding si legge in una nota di Exporium – la tendenza dei paesi esteri di imitare prodotti agroalimentari italiani a fini di commercializzazione fraudolenta”.

A fronte di queste difficoltà, rimane il fatto che il commercio agroalimentare intra ed extra UE rappresenta una grande opportunità per le realtà italiane del comparto: “Se per una grande azienda già inserita nella Gdo negoziare con l’estero è scontato – sottolineano da Exporium – non è così immediato per un piccolo produttore italiano, che spesso conosce poco la lingua e le dinamiche degli scambi fuori dall’Italia”.

Exporium si basa su una tecnologia innovativa pensata per contribuire alla costruzione di una relazione di fiducia tra due commercianti che non si sono mai visti prima, consentendo – solo a titolo di esempio – a piccoli contadini della campagna pugliese di negoziare senza problemi con acquirenti tedeschi, belgi o inglesi. “Prima di essere accettato in piattaforma, l’identità di ciascuna società viene accertata e verificata – spiega Alessandro Accurso, co-founder di Exporium – Vogliamo rendere Exporium una piattaforma il più sicura e controllata possibile”.

Quanto infine ai pagamenti, verranno gestiti attraverso Mangopay, la soluzione di pagamento dedicata ai marketplace autorizzata e regolamentata dalla BCE.

“Dopo aver verificato che i produttori siano affidabili e onesti, questi vengono accolti in piattaforma e solo in quel momento possono cominciare a vendere o acquistare tramite essa – conclude Oliver Tran, co-founder di Exporium – Abbiamo scelto di gestire i pagamenti all’interno di Exporium tramite Mangopay, una soluzione di pagamento che prima di completare una transazione, trattiene il denaro mentre vengono espletate tutte le fasi di verifica del prodotto. Questo sistema infatti assicura qualità e fiducia: anche se Exporium avrà il controllo sul denaro in transito durante tutto il processo, sarà unicamente Mangopay a gestire i movimenti dei fondi “.

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