Bonus

Reti di imprese agroalimentari: arriva il credito d’imposta per il commercio elettronico

Domande al via dal 20 settembre per usufruire di un credito di imposta fino a 50 mila euro per le spese sostenute nel 2021 e 2022 per la realizzazione o l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate [...]
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Un bonus fino a 50 mila euro per sviluppare e potenziare le attività commerciali in ambito agricolo e agroalimentare e favorire nuove opportunità in particolare per quanto riguarda il commercio extranazionale e implementare la logistica. È questo l’obiettivo del provvedimento pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate che definisce i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito di imposta per gli anni 2021 e 2022 a favore delle reti di imprese agricole e agroalimentari per migliorare le potenzialità di vendita a distanza.

Condiviso con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf), per le questioni strettamente legate alle imprese agricole e per gli aspetti relativi alla normativa sugli aiuti di Stato, il provvedimento concede il credito di imposta nella misura del 40% dell’importo degli investimenti sostenuti, e comunque non superiore a 50.000 euro, in ciascuno dei periodi d’imposta di spettanza del beneficio. 

Gli investimenti inclusi nel bonus agricoltura 

Le spese che aprono la strada al credito d’imposta sono quelle per la realizzazione o l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico, con particolare riferimento al miglioramento delle potenzialità di vendita a distanza a clienti finali residenti fuori del territorio nazionale.

Tra le varie voci, sarà possibile detrarre anche le spese relative alla creazione, ove occorra, di depositi fiscali virtuali nei Paesi esteri gestiti dagli organismi associativi, per favorire la stipula di accordi con gli spedizionieri doganali, anche ai fini dell’assolvimento degli oneri fiscali, e per le attività e i progetti legati all’incremento delle esportazioni, relative a: dotazioni tecnologiche; software; progettazione e implementazione; sviluppo database e sistemi di sicurezza. 

Chi può fruire del bonus “agricoltura”

L’Agenzia specifica che sono agevolabili le spese sostenute dai soggetti specificati, ovvero le reti di imprese agricole e agroalimentari (costituite ai sensi dell’articolo 3 del dl n. 5/2009), anche costituite in forma cooperativa, o riunite in consorzi, o aderenti ai disciplinari delle strade del vino per la realizzazione o l’ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico.

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I limiti definiti per l’agevolazione cambiano a seconda delle dimensioni e della tipologia delle imprese, in funzione dell’attività prevalente effettivamente svolta e dichiarata ai fini Iva. Nella fattispecie: 50.000 euro per PMI operanti nella produzione primaria di prodotti agricoli e per PMI agroalimentari, mentre per le grandi imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli è previsto un tetto pari a 25.000 euro.

Come accedere all’agevolazione

Per fruire del bonus occorrerà comunicare alle Entrate, tramite i canali telematici dell’Agenzia, l’ammontare delle spese sostenute in ogni periodo d’imposta dal 2021 al 2023. Per le spese realizzate nel 2021, la comunicazione andrà inviata dal 20 settembre al 20 ottobre 2022 con il modello approvato dal provvedimento, mentre per l’anno in corso è previsto che la comunicazione delle spese ammissibili va inviata dal 15 febbraio al 15 marzo dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti.

Entro 10 giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell’istanza un provvedimento delle Entrate renderà nota la percentuale di credito d’imposta spettante a ciascun soggetto richiedente, sulla base delle richieste ricevute e tenuto conto del limite di spesa di 5 milioni stabilito dalla legge.

 

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