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Agrifood e turismo: l’agriturismo italiano in continua evoluzione

Redazione

L’agriturismo in Italia ha registrato una crescita ininterrotta negli ultimi venti anni, raggiungendo 1,36 miliardi di euro di fatturato in aumento del 6,7% sul 2016 e 12,7 milioni di presenze (+5,3%) con una media di 3,9 giorni di permanenza e Sicilia, Puglia e Toscana in testa tra le mete predilette, nel 2017. Per il mondo dell’agrifood è un opportunità che va letta nella prospettiva dell’evoluzione che caratterizza le imprese agricole italiane e nel rapporto nuovo con i diversi clienti, non più solo e necessariamente in chiave B2B, ma anche B2C.

In questo sviluppo a sostenere la domanda sono soprattutto i turisti stranieri, tra i quali, accanto ai tradizionali Paesi di provenienza (Germania, Paesi Bassi, Francia e Stati Uniti) si evidenziano incrementi a doppia cifra di ospiti dal Brasile, Russia, Cina Croazia e Danimarca.

Sono alcuni dei dati che emergono dal “Rapporto 2018 agriturismo e multifunzionalità“, realizzato dall’ISMEA dal quale emerge il quadro di un settore in crescita ininterrotta negli ultimi 20 anni, oggi maturo ma in continua evoluzione. Il rapporto, che aggiorna ed integra l’edizione 2017, rappresenta uno strumento di informazione, formazione e divulgazione per gli aspetti legati alla produzione e alle finalità del comparto agrituristico e della multifunzionalità in agricoltura, rivelandosi un utile riferimento per gli operatori e per i consumatori.L’offerta italiana, secondo l’Ismea, conta 23.406 aziende attive (+3,3% rispetto al 2016), concentrate per lo più al Nord (45%), quindi al Centro (35%) e al Sud (20%), ma con in testa Toscana, Alto Adige e Lombardia. L’agriturismo è una delle componenti principali delle attività di supporto e secondarie che nel 2017 rappresentano il 22,4% del valore della produzione agricola nazionale. A livello europeo l’Italia detiene il 27,4% del valore delle attività secondarie complessivamente prodotto nella UE, mantenendo il primato.

In aumento alloggi privati, B&B, turismo enogastronomico e attività didattica

Proprio nel biennio 2016-17 l’agriturismo evidenzia una contrazione della propria quota di mercato (11% degli arrivi e 8,7% delle presenze totali) in favore degli alloggi privati e dei bed and breakfast, che fanno registrare un aumento, rispettivamente del 9,1% e del 2,2% sugli arrivi e del 5,5% e del 5,3% sulle presenze. Uno dei fattori determinanti di tale tendenza si lega al fenomeno dell’home sharing e al successo di portali come Airbnb, Booking.com e altri siti che promuovono anche gli alloggi privati.

Di pari passo, aumenta anche la richiesta di pacchetti turistici legati all’enogastronomia e si registra una crescente domanda di esperienza: sono sempre più richiesti i tour enogastronomici, le degustazioni e i corsi di cucina. Tuttavia la ristorazione è proposta da poco meno della metà delle aziende (i posti a sedere complessivi in Italia sono 441.771, in testa Veneto, Sardegna e Lombardia, ma con un lieve calo dello 0,5% sul 2016; la media nazionale di posti a sedere per azienda è pari a 38,7, ndr), e solo un’azienda su 5 fa degustazioni. Ma quando si accompagna alla vendita diretta dei prodotti (+220,2% in soli 5 anni dal 2011 al 2016), contribuisce al grande successo del turismo enogastronomico.

Nel 2017, cresce anche l’attività didattica e sociale, proposta da 1.547 aziende agricole con autorizzazione per agriturismo (+3,3% sul 2016), mentre risultano più che raddoppiate rispetto al 2010 (anno della prima rilevazione). Esistono 2.680 fattorie didattiche (+17% nel 2018 sul 2017) e 213 fattorie sociali/operatori di agricoltura sociale iscritti (+129% sul 2017) negli elenchi regionali a testimonianza di come l’incremento degli operatori di agricoltura sociale coinvolti sia anche accompagnato da un crescente riconoscimento da parte del sistema pubblico.

Di fronte a un panorama competitivo totalmente mutato e all’affermarsi di nuovi servizi, sempre di più sarà necessario che il Governo e le norme rimangano al passo con i tempi e con il mutato scenario al fine di non perdere il treno delle opportunità.

Per scaricare il rapporto visitate questo sito.

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