Ricerca

Studio ENEA: i consumatori abbracciano le biotecnologie nell’agroalimentare

L’aumentata accettazione delle biotecnologie è legata ai benefici per la salute e l’ambiente. La comunicazione accurata dei risultati scientifici è essenziale per contrastare la diffusione di notizie distorte

Pubblicato il 22 Giu 2023

shutterstock_412952476 (2)

Secondo uno studio ENEA la fiducia dei consumatori nell’utilizzo delle biotecnologie nel settore agroalimentare è in aumento. La ricerca prende le mosse da un sondaggio svolto da dicembre 2020 a gennaio 2021 secondo cui il 65% degli italiani avrebbe assaggiato prodotti senza glutine ottenuti attraverso un approccio biotecnologico e il 57% li avrebbe acquistati a un prezzo superiore a quello attuale di mercato. Inoltre, era emerso che l’accettazione delle biotecnologie sarebbe aumentata se fossero stati palesati i benefici per la salute e l’ambiente.

Il nuovo studio è stato realizzato come parte del progetto POC ENEA “Bioglusafe”, che ha sviluppato proteine del glutine detossificate utilizzando un approccio biotecnologico al fine di ottenere prodotti simili a quelli con glutine “naturale”, ma che possono essere consumati da persone affette da celiachia.

Biotecnologie e agroalimentare: l’opinione dei consumatori è cambiata negli ultimi vent’anni

La responsabile dello studio, Paola Sangiorgio, ricercatrice del Laboratorio ENEA di Bioprodotti e bioprocessi, spiega che l’obiettivo era indagare la consapevolezza e l’accettazione dell’uso delle biotecnologie avanzate nell’agroalimentare da parte dei consumatori, nonché valutare il loro livello di conoscenza sulla celiachia e la loro propensione all’acquisto di prodotti innovativi con glutine detossificato. I risultati sono stati poi confrontati con dati di studi simili presenti in letteratura, come quello condotto da Bucchi e Neresini nel 2004.

Secondo Sangiorgio, i risultati dello studio dimostrano che l’opinione dei consumatori è effettivamente cambiata nel corso degli ultimi vent’anni. Mentre nel 2004 il 52% degli intervistati considerava l’utilizzo delle biotecnologie nell’agroalimentare moralmente inaccettabile, oggi queste tecnologie vengono ritenute accettabili e utili. Tuttavia, la percezione del rischio associato alle biotecnologie rimane invariata dal 2003 al 2020, anno in cui è stato condotto lo studio.

Più fiducia sia negli scienziati che nelle autorità pubbliche

Il sondaggio del 2003 rivelava una grande fiducia nella comunità scientifica riguardo alle tecnologie genetiche, ma non altrettanta fiducia nelle autorità pubbliche. Al contrario, secondo Sangiorgio, i risultati più recenti testimoniano che nel 2020 i consumatori si fidano sia degli scienziati che delle autorità, un fenomeno che può essere attribuito al periodo di emergenza sanitaria caratterizzato da una forte cooperazione tra scienza e politica.

La ricercatrice sottolinea infine l’importanza fondamentale di una comunicazione accurata dei risultati scientifici al fine di contrastare la diffusione di notizie che spesso alterano la realtà o ne offrono un’immagine parziale e distorta. Ciò è particolarmente rilevante data la crescente diffusione di informazioni provenienti da fonti diverse e spesso non verificabili.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 2