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L’obiettivo sostenibilità di OVS parte dalla filiera del cotone

Claudia Costa

Rendere sostenibile il 100% del cotone nelle collezioni includendo cotone organico e cotone proveniente da coltivazioni BCI o riciclato. È questo l’obiettivo a cui OVS aspira entro il 2020. Un nuovo tassello che si aggiunge alla strategia di innovazione sostenibile delle attività produttive avviata già da tempo dalla società di abbigliamento italiana. In termini di impatto ambientale, questo progetto di sostenibilità si tradurrà in un risparmio di circa 14 miliardi di litri d’acqua e poi in una significativa riduzione di pesticidi (15 tonnellate) e di CO2 (circa 6000 tonnellate).

Ma l’impegno di OVS non si ferma al cotone. Per la Primavera/Estate 2020, incrementerà l’utilizzo di alternative sostenibili anche per altri materiali impiegati tra i quali la viscosa proveniente da cellulosa certificata FSC, il nylon e il poliestere provenienti dal recupero della plastica. Un nuovo step per il programma OVS #wecare, avviato nel 2016, che tocca tutte le dimensioni aziendali, dal prodotto al negozio, alle persone, attraverso il quale OVS intende accelerare la transizione verso una moda circolare (in una forma di declinazione verticale dell’economia circolare) e contribuire a proteggere il futuro del pianeta.

L’impegno sostenibile nell’industria del cotone

Prima azienda italiana ad aver sostenuto Better Cotton Initiative (BCI), l’organizzazione internazionale che mira a migliorare radicalmente l’impatto sull’ecosistema e sulle persone dell’industria globale del cotone, OVS si è guadagnata un posto tra le prime 15 realtà più virtuose al mondo nel “Better Cotton Leader Board”, per aver contributo ad incrementare l’acquisto proveniente da coltivazioni più sostenibili.

Better Cotton Initiative promuove il principale programma di coltivazione sostenibile del cotone nel mondo, nel rispetto dell’ambiente e lungo tutta la filiera – dagli agricoltori, ai filatori, ai produttori al mondo della produzione – attraverso l’adozione di un protocollo sui criteri di coltivazione, training agli agricoltori, assessment periodico da parte di certificatori locali indipendenti, monitoraggio e valutazione dei meccanismi per misurare i progressi e l’ottenimento dell’impatto positivo desiderato. 1,6 milioni di coltivatori coinvolti nel progetto, 3,3 milioni di ettari coltivati secondo i principi “Better Cotton”, per 3,3 milioni di tonnellate di cotone certificato prodotto, circa il 14% della produzione globale.

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