Agricoltura di precisione: come applicarla nella produzione del pomodoro

Grazie ai sistemi installati sui trattori, che si relazionano con un software cloud, si è in grado di ricevere in continuo i report sulle prestazioni delle macchine, sulle pesature effettuate e sulle mappe di produzione del prodotto [...]
Lorenzo Roesel

Fai Cisl, dottorando presso l'Università degli Studi di Siena

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Ridurre i tempi di produzione e migliorare l’efficienza globale del processo rappresentano una sfida cruciale per un settore rilevante del made in Italy agroalimentare come quello del pomodoro. In particolare, si segnalano nel merito esempi molto significativi di tecnologie utili a migliorare al massimo la precisione nelle operazioni di semina, trapianto e sarchiatura. Ci riferiamo in questo caso ai sistemi di monitor da installare sui trattori e che consentono di abbattere le spese di gestione. Sistemi che arrivano (nella versione full optional) anche a gestire pesatura e mappatura delle produzioni sul pomodoro. Ma ancora una volta, come insegna il concetto di Agricoltura 4.0, è la combinazione e il “gioco di squadra” tra le tecnologie a essere la carta vincente per il settore.

Agricoltura 4.0 e software cloud nella raccolta del pomodoro

“Agricoltura 4.0” infatti non significa semplice applicazione di tecnologie innovative ma la costruzione di un vero e proprio ecosistema tecnologico che dialoga internamente per incrementare efficienza ed efficacia del processo produttivo.

Ecco allora che proprio questi sistemi installati sui trattori migliorano la propria efficacia quando si relazionano con un sistema di software cloud, ad esempio, in grado di ricevere in continuo i report sulle prestazioni delle macchine, sulle pesature effettuate e sulle mappe di produzione. Quest’ultime vengono realizzate proprio nel corso della lavorazione del terreno, vengono aggiornate con il trapianto e durante le varie operazioni colturali fino alla raccolta e sono consultabili in ogni momento. Si tratta di uno strumento indispensabile per consentire al produttore di conoscere la superficie di terreno relativa a ogni campo, la sua produzione media e la posizione della macchina in qualsiasi momento. A partire dalle mappe di produzione inoltre è possibile creare della “mappe di prescrizione” utili a una distribuzione mirata dei mezzi tecnici nelle annate successive.

I vantaggi dei nuovi sistemi di lavorazione dei prodotti della terra

Il sistema di pesatura in tempo reale presente sulle macchine di raccolta, inoltre, consente di gestire molto meglio l’arrivo dei campioni per il trasporto del prodotto allo stabilimento di trasformazione.

L’applicazione di queste tecnologie, al contrario di quello che si potrebbe pensare, è molto intuitiva. I nuovi sistemi di agricoltura di precisione in tutte le operazioni colturali, dalla semina o trapianto fino alla raccolta, si svolgono infatti in modo molto semplice, a patto di saper utilizzare il programma informatico relativo. Le mappe di raccolta sono generalmente impattanti, colorate e immediatamente comprensibili (anche per il cliente).

L’organizzazione del lavoro non può che trarne beneficio, insieme al risparmio di tempo impiegato in tutte le operazioni. Ma è anche l’ambiente e la qualità del prodotto che ne ricavano dei vantaggi perché ne consegue un minor utilizzo di sementi, fertilizzanti, concimi e prodotti chimici che vengono utilizzati in base al reale fabbisogno. Sprechi o sovrapposizioni diventano un ricordo, traducendosi quindi non solo in un risparmio economico ma anche in un minor impatto ambientale.

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Le colture di pomodoro fuori suolo con l’agricoltura 4.0

La coltivazione fuori suolo del pomodoro è un valido esempio per comprendere l’innovazione del settore. La modalità di coltura, infatti, rafforza il concetto di agricoltura di precisione perché garantisce qualità e salubrità dei prodotti con una proporzionale riduzione del ricorso ai fitofarmaci. Coltivare svincolati dalla terra è una tecnica da tempo largamente impiegata in Olanda e che da una decina di anni si è affacciata anche nel mercato italiano.

Le serre idroponiche sono adeguate con i più recenti mezzi high tech e totalmente ecosostenibili. Le piantine vengono trapiantate su lastre di lana di roccia e alimentate con un sistema di irrigazione che ricicla e depura l’acqua: il ciclo produttivo va da metà marzo a fine novembre e le piante possono raggiungere la lunghezza di oltre 18 metri. Si verificano così condizioni ideali di coltivazione che consentono il risparmio di oltre il 70% di acqua. Nei casi più virtuosi, le serre (completamente a cielo chiuso) vengono riscaldate a metano e l’anidride carbonica risultante è utilizzata per nutrire le piante. L’organizzazione del lavoro nella sua quotidianità ne viene quindi stravolta: in una coltivazione di questo tipo il lavoro si svolge prevalentemente in piedi perché le piante radicano su lastre appoggiate a canalette sospese anche a 1 metro da terra. Attualmente la normativa europea non consente a questa tipologia di coltura fuori suolo di accedere alla certificazione biologica.

Un caso d’uso di tecnologie per l’agricoltura 4.0

La società agricola Bagioni, a Ravenna, è un esempio di come l’arrivo di nuove tecnologie e del digitale possano rappresentare una rivoluzione per la coltura e una soluzione alla mancanza di manodopera nella coltivazione biologica. L’azienda, guidata da ben tre generazioni della famiglia, ha un parco macchine ampio e utile a soddisfare tutte le colture e le lavorazioni necessarie: dalla semina e trapianto del pomodoro e della barbabietola, alla raccolta, pesatura e mappatura della produzione, quindi con tecniche di agricoltura 4.0. Si tratta di una specializzazione di contoterzismo indispensabile per supplire alle piccole dimensioni delle aziende agricole del territorio e rendere queste tecnologie accessibili a chiunque.

Video: Trapianto del pomodoro – Azienda Bagioni

 

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