Sostenibilità, report Pefc: “Foreste italiane sempre più certificate”

Il Programme for endorsement of forest certification scheme pubblica i dati sul 2019: salgono del 7,6% i boschi certificati, con la superficie più estesa in Trentino Alto Adige [...]
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I boschi e le forteste gestiti in modo sostenibile in Italia coprivano ne 2019 una superficie certificata di 881.068,93 ettari, 62mila in più rispetto all’anno precedente, per una crescita pari al 7,6% in 12 mesi. Sono i dati del rapporto annuale del Pefc Italia, il Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, ente che si occupa di normare la certificazione della buona gestione del patrimonio forestale, pubblicati in vista della Giornata Internazionale delle Foreste che si celebrerà il 21 marzo, dedicata quest’anno  al tema della biodiversità. 

La superficie forestale certificata più estesa, spiega la ricerca, si conferma quella del Trentino Alto-Adige con i 300.445 ettari gestiti dal  Bauernbund – Unione Agricoltori di Bolzano, cui si aggiungono i 261.428,81 ettari cumulativi curati nella provincia di Trento che comprende l’area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini – AR Trentino e dalla Magnifica Comunità di Fiemme. Al secondo posto il Veneto con 92.705,96 ettari, poi il Friuli Venezia Giulia, con 83.352,35 ettari gestiti da Uncem. A seguire ci sono le superficie forestali certificate di Piemonte, Lombardia, Toscana, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria e Lazio.

Sempre più aziende, inoltre, scelgono di lavorare nel rispetto del patrimonio forestale: sono 115 le “new entry” che nel 2019 hanno ottenuto la certificazione di Catena di Custodia, mostrando il  proprio impegno nella sostenibilità, per una crescita percentuale del 5,4% in un anno. Le aziende certificato in Italia sono così complessivamente 1.095, con l’Italia al quinto posto nella classifica mondiale dei Paesi con più aziende certificate Pefc. Su scala regionale in vetta c’è il veneto con 251 aziende che contano sulla certificazione di tracciabilità, poi il Trentino Alto-Adige (192), la Lombardia (181) e il Friuli Venezia Giulia (126). La maggior parte delle aziende appartiene alla catena a produttiva legata al ciclo del legno, dagli imballi, all’edilizia e prima trasformazione, ma è in crescita anche il settore carta sia da stampa che packaging. 

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“Il 2019 è stato anno molto impegnativo per il Pefc che ha lavorato costantemente per contribuire al ripristino dei danni causati dalla tempesta VAIA a fine 2018. Per farlo, l’Associazione ha lanciato anche il progetto Filiera Solidale PEFC, proponendo un logo per il legname proveniente dal recupero delle piante abbattute da Vaia che lo accompagnerà fino ai prodotti finali con la tracciabilità attraverso le varie trasformazioni – afferma Maria Cristina D’Orlando, presidente del Pefc Italia – In questo contesto diventa fondamentale la presenza di un ente normatore come il Pefc, in grado di garantire standard per la corretta gestione delle foreste e di promuovere un modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione della biodiversità, tema portante di questa edizione della Giornata Internazionale delle Foreste e di cui boschi e foreste sono fondamentali custodi”.

“Nel 2020 la giornata mondiale delle foreste è dedicata alla biodiversità: lo standard Pefc italiano ha requisiti elevati in questo ambito e tutela le formazioni naturali che ospitano la ricca biodiversità italiana – prosegue – Proprio per dare una risposta alla crescente sensibilità e interesse sui temi ambientali, il Pefc lavorerà per aprire nuove opportunità per la valorizzazione dei servizi ecosistemici prodotti dal bosco, nuova frontiera per la lotta all’emergenza climatica nel futuro”.

“La crescita delle aziende che scelgono di certificare il proprio lavoro con il logo PEFC è un segnale positivo per il mondo delle foreste ma anche per la società in generale – aggiunge Antonio Brunori, segretario generale Pefc Italia – Tale crescita è dovuta non solo dal grande impegno profuso dall’associazione su tutto il territorio nazionale nel raccontare un modo più sostenibile di fare impresa, ma anche da una rinnovata sensibilità ambientale che si sta diffondendo grazie a tanti movimenti giovanili che nel 2019 hanno spostato l’attenzione dei media e della società sulla lotta al cambiamento climatico. I numeri significativi della certificazione forestale in Italia, e alti nel Triveneto colpito dalla Tempesta Vaia, dimostrano che nel nostro Paese esiste e si espande di anno in anno un’economia positiva che lavora in sinergia con il territorio, ma anche che il settore forestale è elemento di resilienza per l’economia della montagna”.

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