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Alimenti più “tracciati” e sicuro, Te-Food sceglie la blockchain

Antonello Salerno

Te-Food nasce in Vietnam dalla partnership tra una società Locale e una ungherese, e da allora è protagonista di un percorso di crescita graduale e costante che l’ha portata a febbraio a concludere un’Ico di successo, che ha raccolto 19 milioni di dollari. L’obiettivo adesso è di espandere la propria presenza internazionale, in una roadmap che prevede lo “sbarco” in 17 paesi complessivi entro 5 anni. 

Te-Food è specializzata in sistemi per la tracciabilità degli alimenti, dai campi fino a tavola, e ha deciso di utilizzare la blockchain per monitorare e certificare ogni passaggio.

Un processo che consentirà, secondo i promotori, di migliorare la sicurezza degli alimenti, eliminare le frodi e contribuire a far scendere i costi sostenuti dalle società che si occupano della supply chain.

Te-food, che ha scelto come slogan “Abbiamo il diritto di sapere cosa mangiamo”, collabora con le società della distribuzione, con i consumatori e con le autorità governative, e conta oggi su più di 6mila clienti business, gestendo ogni giorno più di 400mila “passaggi” di merci all’interno del proprio sistema, tracciando 12mila maiali, 200mila polli e 2,5 milioni di uova ogni giorno. 

Proprio entro la fine di quest’anno il monitoraggio sarà esteso al bestiame, ai pesci e ai frutti di mare, alla frutta e alla verdura. L’area principale in cui sono concentrate per il momento le attività del gruppo sono i paesi e le economie emergenti, dove risiede il 60% della popolazione mondiale ma i controlli sulla qualità del cibo sono più scarsi e meno accurati. 

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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