Waste management

Il digitale nelle food supply chain: riduce gli sprechi e prepara l’economia circolare

Il mondo agroalimentare è al centro di importanti trasformazioni e quella legata al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità è sempre più connessa ai principi della precisione nelle pianificazioni, della capacità previsionale, del contrasto al waste e dello sviluppo di un’economia circolare. Le esperienze di Arla Foods Amba, Orkla Food Ingredients, Syngenta, LIVEKINDLY e il ruolo delle soluzioni SAP [...]
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Quando si mettono in relazione i temi della decarbonizzazione con gli orizzonti temporali entro i quali è necessario raggiungere la neutralità climatica si avverte sempre più l’importanza di ripensare i modelli di produzione e di consumo, di garantire, a qualsiasi industria, la possibilità di ridurre al massimo qualsiasi forma di spreco. Questa prospettiva è particolarmente significativa nel mondo agroalimentare dove il valore del prodotto è direttamente associato a un bisogno primario e dove la gestione delle risorse fa già oggi e farà sempre più la differenza. Per il mondo del food gran parte di questi risultati si possono ottenere grazie a una innovazione che sia effettivamente in grado di agire sulle supply chain.

Tutto questo sta già avvenendo oggi grazie al digitale e alla disponibilità di dati. Le aziende che hanno affrontato questa sfida, alla stregua di un nuovo percorso di innovazione industriale, stanno oggi raccogliendo i frutti di un impegno che si concretizza tanto in una riduzione strutturale dell’impatto ambientale quanto in un nuovo valore aggiunto che permette di rispondere a una domanda di beni che chiede alle imprese la massima attenzione all’impatto ambientale.

Thomas Saueressig, membro dell’Executive Board di SAP SE, SAP Product Engineering osserva in una nota che viviamo in un mondo che è ancora poco circolare. Solo il 9% delle attività economiche fa riferimento a logiche di circular economy (QUI per maggiori informazioni); l’estrazione di materiali necessari per la produzione di beni continua a crescere, mentre potrebbe essere alla nostra portata una evoluzione che permetta una riduzione nell’uso dei materiali del 28% creando le condizioni per una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra del 39%. Questo paradigma è importante nell’ambito agroalimentare dove la riduzione del consumo di prodotti di origine animale unitamente alla riduzione degli sprechi possono fare la differenza. Anzi, per diverse aziende del settore, sono una realtà.

Alcuni esempi, citati da Saueressig sono rappresentati da Arla Foods Amba, Orkla Food Ingredients, Syngenta, LIVEKINDLY: realtà attive nel mondo agroalimentare che hanno scelto di adottare, con modalità diverse, forme di innovazione digitale con un forte impegno in termini di trasformazione delle supply chain.

 

Zero waste e food supply chain: il ruolo di SAP

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Attiva come una cooperativa internazionale che coinvolge qualcosa come 13.000 agricoltori Arla Foods Amba ha scelto di concentrarsi sulla riduzione degli sprechi lavorando alla ottimizzazione e alla pianificazione della supply chain per attuare un allineamento preciso della propria community sulle variazioni della domanda. Il lavoro è stato fatto grazie a SAP Integrated Business Planning for Supply Chain e in particolare sulla componente di demand sensing. Il risultato ottenuto ha permesso di intervenire sulla pianificazione con previsioni quotidiane allineate con precisione alle evoluzioni della domanda reale.

Rimanendo in Nord Europa la norvegese Orkla Food Ingredients, focalizzata su prodotti e semilavorati destinati alla produzione di prodotti da forno, gelati e alimentari a base vegetale, ha focalizzato l’attenzione su una piattaforma di pianificazione interaziendale finalizzata ad anticipare le esigenze future e a scalare le operations. In questo caso SAP Integrated Business Planning for Supply Chain e SAP Supply Chain Control Tower hanno permesso di aumentare l’automazione tra le funzioni aziendali, di migliorare l’accuratezza delle previsioni, e ottenere un calo del 27% degli sprechi collegati ai prodotti in scadenza.

Andando sul “campo” ovvero nell’ambito del settore primario Syngenta, attiva nella protezione delle colture, ha ritenuto importante aumentare la propria capacità di gestione delle previsioni anche a fronte di uno scenario che purtroppo sta mettendo in relazioni tanti fattori di rischio: da quelli metereologici a quelli geopolitici, che impattano in modo rilevante sul lavoro di milioni di coltivatori in tutto il mondo. Syngenta ha scelto di innovare la propria supply chain con SAP Integrated Business Planning per garantire che la giusta quantità di sementi, fertilizzanti e altri prodotti arrivi esattamente dove gli agricoltori ne hanno bisogno. Anche in questo caso il grande tema è legato alla capacità di migliorare i livelli di pianificazione della domanda e di prevedere le richieste del mercato, per poi organizzare la produzione in modo preciso sulla domanda evitando al massimo gli sprechi.

Un altro esempio orientato alla diffusione di nuovi processi di business è rappresentato da LIVEKINDLY una organizzazione attiva dal 2020 come collettivo di fondatori, imprenditori e leader aziendali che condividono la missione di favorire e diffondere stili di consumo “a base vegetale”. LIVEKINDLY è composta da diversi marchi con diverse prospettive di sviluppo che sono stati migrati su SAP S/4HANA Cloud con l’obiettivo di trasformare l’intera catena di approvvigionamento alimentare, a partire dalle fasi della semina a quelli del consumo, per dare vita a un processo in grado di esprimere una nuova economia alimentare globale.

Gli esempi richiamati dall’intervento di Saueressig comprendono anche una grande azienda attiva nel mondo agroalimentare e beverage che si è data l’obiettivo di arrivare a trasformare il 100% degli imballaggi riciclabili o riutilizzabili entro il 2025. Questo percorso è stato affrontato grazie a SAP Responsible Design and Production, la soluzione progettata proprio per lo sviluppo di progetti di circolarità, che permette, tra l’altro, di calcolare in tempo reale le tariffe EPR (Extended Produce Responsibility) e le imposte sulla plastica a livello mondiale per consentire decisioni in real time che tengano conto tanto degli obiettivi ambientali quanto dei vantaggi economici. In termini di gestione dell’impatto, si tratta di una progettualità che può fare la differenza considerando che qualcosa come il 95% del valore degli imballaggi in plastica si perde dopo il primo utilizzo.

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