Smart agriculture: perché è sempre più importante per le imprese agroalimentari

La smart agriculture, basata su dati oggettivi, aiuta la tracciabilità dei prodotti agroalimentari rispondendo alle esigenze del consumatore [...]
Barbara Righini

Giornalista

Concept di Smart collaboration nell'agroalimentare
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Sostenibilità e smart agricolture vanno a braccetto: la tecnologia e tutte le tecniche di agricoltura di precisione aiutano le imprese agroalimentari a diventare più sostenibili. Sono gli stessi consumatori a chiedere sostenibilità. È la via indicata anche dall’Unione Europea con la strategia ‘Farm to Fork’. Per l’impresa agricola poi è sempre più una necessità per resistere a condizioni di produzione decisamente sfidanti: il cambiamento climatico è un dato di fatto che l’agricoltore non può più ignorare, tecnologia e digitale sono gli strumenti con i quali può opporvi resistenza.

Smart agriculture, sempre più un’esigenza

Il consumatore ha preso consapevolezza e chiede di conoscere la storia del prodotto che compra. Secondo gli ultimi dati di uno studio di IBM e Morning Consulting, che ha coinvolto un panel di 3500 persone di varia nazionalità, è emerso che è importante per oltre il 90% degli Italiani conoscere la provenienza del cibo e per quasi il 90% di tutti gli intervistati è fondamentale anche sapere che è stato prodotto responsabilmente. La stessa ricerca conferma che il consumatore è disposto a pagare di più per la tracciabilità. L’agritech aiuta la tracciabilità.

Intanto l’Unione Europea ha indicato la direzione con la strategia ‘Farm to Fork’. Gli obiettivi sono molto ambiziosi in termini di riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari, di fertilizzanti e di aumento di superfici a biologico. Sarà necessario produrre di più, dal momento che la popolazione cresce, ma usando meno input. La smart agricolture può aiutare a ottenere un efficientamento del processo produttivo mentre una tecnologia come la blockchain permette di certificare il ciclo produttivo.

Le soluzioni di A2A Smart City per la smart agriculture

A2A Smart City, società che sviluppa e gestisce infrastrutture tecnologiche abilitanti per servizi digitali integrati e connessi, anche grazie a due partner come IBF Servizi e Euranet, fornisce diverse soluzioni innovative per l’agricoltura e la zootecnia che permettono l’ottimizzazione degli input. Ma cosa si intende con ‘smart agriculture’? «Per noi – racconta Fabio Santomauro, New Business Development A2A Smart City – è un’agricoltura dove i dati guidano le decisioni». «Lo scopo dell’agricoltura di precisione è coniugare i sistemi tradizionali con le nuove tecnologie, puntando alla sostenibilità ambientale, economica e sociale», conferma la collega Elisabetta Rizzi, Sviluppo Commerciale Smart Land di A2A Smart City.

L’imprenditore agricolo è stato abituato a gestire le colture in base all’esperienza. Questa, con la smart agriculture, non va buttata. Solo l’imprenditore agricolo, che conosce la storia del proprio campo, può fare la differenza quando si tratta di interpretare un dato che arriva da sensori, capannine meteo o da sistemi di rilevamento. L’automazione della stalla, con robot per la mungitura, gli strumenti per monitorare la ruminazione dei bovini, e sensori vari, è fondamentale per aumentare la produzione di latte e per massimizzare il tasso di riproduzione della mandria. Solo l’esperienza però fa prendere all’allevatore la decisione giusta.

Agricoltura e zootecnia di precisione servono all’efficientamento del sistema produttivo: «Sul campo –racconta ancora Santomauro di A2A Smart City – possiamo offrire una serie di tecnologie, tra cui strumenti per l’irrigazione di precisione, in un’ottica di riduzione degli sprechi idrici ma anche di aumento della qualità, tecnologie e servizi che riducono l’utilizzo di fitofarmaci. Per la parte zootecnica, solo per fare alcuni esempi, disponiamo di tecnologie per il benessere degli animali. Percorrendo poi la supply chain entriamo nel mondo della trasformazione, i servizi sono quindi quelli che toccano l’industria agroalimentare, tematiche come efficienza, produttività e automazione».

Blockchain e smart agriculture al servizio della tracciabilità

«Trasversale a tutte le tecnologie che possiamo offrire – continua Santomauro – è la tracciatura di filiera che eroghiamo tramite blockchain. Poter registrare in maniera oggettiva quello che succede durante il percorso di un prodotto, porta con sé, fra le altre cose, la possibilità di essere certificati e di offrire un dato certo al consumatore finale. L’utilizzo della Smart Agricolture, con la trasmissione diretta, tramite IoT, del dato registrato da sensori e quindi oggettivo, alla blockchain, garantisce affidabilità».

Smart agriculture, dunque, a sostegno di una supply chain completamente tracciabile: «L’autenticità del dato raccolto – aggiunge Elisabetta Rizzi di A2A Smart City – è utile poi per gestire tutti gli smart contract all’interno della blockchain».

Con la smart agricolture e l’aiuto di A2A Smart City, il Consorzio Franciacorta ha ridotto per esempio i trattamenti alle colture, riuscendo a rimanere entro i 4 kg a ha di rame, mentre il Consorzio Casalasco ha ottimizzato l’irrigazione del pomodoro. Proprio il singolo agricoltore può farsi portatore di innovazione all’interno della cooperativa agricola o del consorzio di cui fa parte. I primi risultati arrivano in tempi brevi: «I dati – racconta ancora Santomauro – vengono incrociati, correlati e interpretati attraverso algoritmi di machine learning che fanno leva su know-how da precedenti conoscenze agronomiche. Gli algoritmi sono stati guidati per produrre determinati risultati che vengono comunicati tramite piattaforme intelligibili all’utente finale».

Con A2A Smart City l’agricoltore non è mai solo

L’agricoltore non è lasciato solo nella gestione dei dati: «Le piattaforme per l’esposizione dei dati rendono utili gli stessi per la gestione aziendale e l’attività di supporto offerta all’imprenditore agricolo ne aiuta la corretta interpretazione», aggiunge Elisabetta Rizzi di A2A, mentre il collega Santomauro spiega: «Lavoriamo molto con una logica di progetto specifico. Raccogliamo le esigenze dai clienti e creiamo una piattaforma su misura».

Nonostante gli indubbi vantaggi, la smart agricolture fatica a diffondersi in Italia. Secondo i dati resi noti dall’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano solo il 3-4% delle superficie agricola è coltivata con strumenti 4.0. «La vera svolta – spiega Simone Pompili, Head of IoT per A2A Smart City – arriverà con i finanziamenti. Serve una spinta all’adozione di tecnologie che sono sostenibili e aumentano le rese». La buona notizia è che, viste le indicazioni della strategia ‘Farm to Fork’, è molto probabile che la nuova PAC vada nella stessa direzione, incentivando finanziariamente la smart agricolture.

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