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Nasce Dioniso: la certificazione dei vini italiani diventa digitale

Antonello Salerno

Tre anni di lavoro e di test, di intoppi e di soluzioni, di collaborazione e di confronto: nasce così Dioniso, la piattaforma applicativa per le certificazioni vitivinicole e il tracciamento della filiera che ha visto collaborare fianco a fianco Valoritalia, l’ente certificatore della qualità dei vini italiani, con Cisco e Hitachi Systems Cbt nella veste di partner tecnologici.

La presentazione di questo passo fondamentale verso la digital transformation del settore, insieme al restyling del sito Internet di Valoritalia, ha l’obiettivo di rendere trasparente il mondo delle certificazioni, come il Doc e il Docg, non soltanto per le aziende, che troppo spesso non sono consapevoli del valore aggiunto che scaturisce dalla tracciabilità delle filiere, ma anche per i consumatori finali, che in questo modo potranno essere pienamente consapevoli del percorso di un vino dalla pianta fino alla bottiglia, e capire meglio la qualità del prodotto che hanno tra le mani.

Una scelta particolarmente significativa se si considera come un primo passo verso la tutela del Made in Italy, in un settore che è un fiore all’occhiello per il Paese, e che potrà in seguito essere esteso anche ad altre categorie merceologiche. 

Il settore vitivinicolo in Italia riveste un ruolo trainante nell’industria agricola e rappresenta il fiore all’occhiello del Made in Italy. Per questo motivo i produttori di uva e vino, soggetti a processi di certificazione (Doc, Docg), si rivolgono a enti come Valoritalia per certificare la qualità del loro prodotto ed il rispetto delle normative vigenti.

Dioniso, nello specifico, permette di digitalizzare i processi di certificazione, facilitando la tracciabilità della filiera e agevolando la comunicazione tra ente certificatore e i suoi interlocutori. In questo modo Valoritalia può semplificare, ottimizzare e automatizzare il processo ispettivo, dalla vigna fino alla bottiglia, fino quindi al rilascio delle “fascette”. Mettendo a disposizione di aziende e consumatori una fotografia costantemente aggiornata di ogni produttore per tipologia di prodotto ed ecosistema, in termini di anno e di unità certificate.

“Comunicare il nostro lavoro e renderlo più accessibile a diversi target è per noi prioritario – spiega Francesco Liantonio, presidente di Valoritalia, illustrando Dioniso durante una conferenza stampa a Roma, al Baglioni Hotel Regina di Via Veneto – per questo, accanto al sito e al magazine abbiamo messo a punto un servizio sistematico e unificato di raccolta dati che, malgrado l’enorme complessità, resta ‘umano’: tiene conto delle diverse tipologie di utenti e delle loro specifiche esigenze, con risposte su misura, valide per il piccolo viticoltore così come per gli addetti dell’agroindustria. Dioniso garantisce assoluta affidabilità, un alto grado di personalizzazione e una tracciabilità tempestiva. A oggi sono già censite, e dunque tracciabili, le bottiglie a partire dal 23 gennaio 2017, ma dal 1 gennaio 2019 saranno tracciate tutte quelle munite di contrassegno gestite da Valoritalia. La piattaforma  – conclude Liantonio  è stata configurata con i parametri di circa 5mila tipologie di vino afferenti a 228 D.O.:  133 Doc, 46 Docg e 49 Igt. Una caratteristica che rende Dioniso un validissimo strumento e un punto di riferimento non solo per i nostri operatori, ma anche per i Consorzi, per gli enti e per le aziende che hanno accesso diretto al sistema”.

“La tradizione non deve essere vista come alibi all’immobilismo – aggiunge Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc – Perché ogni tradizione rappresenta un’innovazione ben riuscita, come disse Oscar Wilde. Proprio grazie all’innovazione tramandiamo la tradizione che rimarrai nostri figli, con l’obiettivo di dare garanzia che il nostro prodotto sia completamente tracciato. Dioniso oggi, oltre a essere funzionale alla sua missione di certificare l’origine del prodotto, si rivolge l consumatore, anche quando è lontano, raccontandogli la storia completa di ogni bottiglia“.   

“Nel 2017 sono state certificate 1,5 miliardi di bottiglie e consegnati circa 950 milioni di fascette e contrassegni – afferma Giuseppe Liberatore, che da 10 mesi è direttore generale di Valoritalia – Siamo presenti con 34 sedi operative su tutto il territorio nazionale e ormai protagonisti anche nel settore della certificazione biologica e della produzione integrata”. 

“Questa soluzione è un importante passo avanti per il sistema vitivinicolo italiano, dal momento che garantisce rigore nella raccolta dei dati e permette di tenere sotto controllo l’intero processo produttivo, dando, in ultima istanza, la certezza al consumatore della reale qualità del prodotto – afferma Kazuyuki Yamamoto, President & Ceo di Hitachi Systems Cbt – Inoltre, a breve il portale sarà disponibile per tutti gli attori coinvolti, in particolar modo per i produttori di vino, che potranno in ogni momento verificare lo status della propria produzione e aumentare il proprio livello di competitività e produttività all’interno del mercato”. 

“Il progetto fa parte di Digitaliani, il piano di investimento lanciato da Cisco in Italia con l’obiettivo di accelerare la digitalizzazione nel Paese e nei suoi settori produttivi chiave, come l’agroalimentare, per aumentare la competitività, la qualità, la diffusione del Made In Italy – sottolinea Agostino Santoni, Amministratore delegato di Cisco Italia Dioniso è una piattaforma a servizio dell’eccellenza del nostro settore vitivinicolo, che dimostra come il digitale può rendere concreti e reali concetti come la sicurezza, la tracciabilità, la fiducia nell’origine e nella qualità dei prodotti”.

“Cisco vuole coinnovare, lavorare sulle soluzioni in partnership con altre aziende tecnologiche e realtà innovative – spiega Gianfranco Accomando, responsabile dei servizi professionali di Cisco per Italia e Sud Europa – E’ il caso di Valoritalia, che ha dimostrato di credere in questo progetto, consentendo la creazione di una soluzione ad hoc, realizzata come un vestito su misura, a dimostrazione di come il digitale dia la possibilità di rendere concrete e fattibili operazioni che priva venivano fatte manualmente. Ora mi auguro che questa piattaforma possa servire da esempio per altri settori dell’agroalimentare, perché il beneficio che ne deriverà non sarà soltanto per le aziende e i consumatori, ma per l’intero sistema Paese.

“Questo sistema gestisce una mie di dati impressionante, ma le potenzialità di Dioniso sono ancora tante  – conclude Flaviano Roncalli, Cfo di Hitachi  Systems Cbt – Mi piace considerare questa presentazione come un punto di partenza, perché oggi è necessario stare al passo con l’innovazione, se si rimane indietro è difficile recuperare. Il nostro obiettivo odi investire sulle eccellenze italiane, e l’agroalimentare ne è un esempio globale. E lo facciamo guidati dal concetto di social innoviation: siamo al fianco delle imprese per rimanere sempre al passo con i tempi. Con Cisco e Valoreitalia non condividiamo soltanto obiettivi di business, ma  valori, e insieme lavoriamo per l’obiettivo di migliorare il Paese”. 

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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