Innovazione SOSTENIBILE

Agricoltura sostenibile: con IoT e AI, 3Bee monitora la biodiversità nelle tenute di Generali



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L’integrazione di tecnologie avanzate di monitoraggio remoto firmate 3Bee con pratiche agricole innovative atte a promuovere la biodiversità e la salute degli ecosistemi agricoli ha permesso di raggiungere risultati positivi nelle tenute della holding agroalimentare di Generali, Leone Alato

Pubblicato il 20 feb 2024



Sensori Spectrum, Tenuta Costa Arente
Sensori Spectrum, Tenuta Costa Arente

Sorretta dalla conoscenza che arriva dai dati e dalle tecnologie innovative al servizio della biodiversità, l’agricoltura può far propri modelli di produzione sostenibile che non solo rispettano, ma arricchiscono la natura. Oggi la disponibilità di strumenti e metodi per misurare scientificamente l’incidenza delle scelte aziendali in termini di sostenibilità e sancire le ricadute positive in termini ambientali per le comunità ed i territori dove operano, è cruciale per fare passi avanti in linea con lo sviluppo sostenibile.

Su questa scorta arrivano i primi successi per Element-E, il progetto pilota per il monitoraggio della biodiversità portato avanti dal Gruppo Leone Alato, la holding agroalimentare di Generali, che coordina produzione e commercializzazione di vini e distillati, attività agricole, quali produzione e forestazione, oltre alla produzione di energia da fonti rinnovabili, e 3Bee, naturetech company di riferimento in Italia nello sviluppo di tecnologie per il monitoraggio e la tutela della biodiversità, riconosciuta dall’UE come la realtà partner di sviluppo dei primi crediti di biodiversità certificati.

Element-E quantifica la biodiversità con AI, immagini satellitari e onde sonore

Avviata poco più di un anno fa, quando abbiamo riportato la notizia del test pilota a Ravenna con cui Genagricola 1851 e 3Bee hanno avviato le prime analisi sulla biodiversità di una delle storiche tenute della holding, l’iniziativa ha poi interessato altre tre aziende agricole possedute dalla holding agroalimentare controllata da Generali a Portonovo (Medicina, Bologna), Spazzate (Conselice, Ravenna) e Costa Arènte (Grezzana, Verona).

L’ambizione del progetto è appunto quella di quantificare con precisione scientifica la biodiversità di un territorio, al fine di proteggere la fertilità dei suoli, garantire la qualità della produzione e salvaguardare l’ambiente.

A tal fine, si avvale del protocollo innovativo Element-E sviluppato da 3Bee per il monitoraggio della biodiversità e il cui funzionamento fa perno sulle tecnologie Flora e Spectrum.

Mentre Flora permette di mappare un’area, stimare la potenziale biodiversità dell’habitat e la sua idoneità per gli impollinatori grazie all’intelligenza artificiale e alle immagini satellitari; Spectrum rileva, grazie ad una rete di sensori IoT, le onde sonore emesse dagli impollinatori presenti in zona per valutarne la quantità e le specie.

Leone Alato e 3Bee presentano i risultati del progetto Element-E per la biodiversità

I risultati preliminari sono promettenti: il monitoraggio ha evidenziato l’elevata qualità delle tre aree esaminate. In particolare, la tecnologia Flora ha rivelato che a Spazzate si possono creare condizioni favorevoli per gli impollinatori – ovvero gli insetti o gli altri agenti inanimati che operano l’impollinazione – fino a tre volte superiori rispetto all’area di controllo (+285%).

Spectrum ha confermato i vantaggi delle pratiche rigenerative adottate a Portonovo, con un +40% di abbondanza di entomofauna, ovvero l’insieme degli insetti di una data zona, quando applicate rispetto ad aree di controllo. A Costa Arènte, l’abbondanza di entomofauna è raddoppiata (+100%) grazie alla forte presenza di aree naturali come boschi e prati.

Sensori Spectrum, Tenuta Costa Arente
Sensori Spectrum, Tenuta Costa Arente

Un esempio di come l’agricoltura possa evolversi in armonia con l’ambiente

La peculiarità delle tre tenute sta nelle pratiche agricole adottate. A Portonovo si pratica l’agricoltura rigenerativa con le cosiddette cover crop (ovvero le colture utilizzate per non lasciare scoperti i terreni agricoli, ad esempio durante l’inverno, e che forniscono servizi agroecologici quali la protezione del suolo, l’aumento della fertilità e molto altro ancora) e il carbon farming (letteralmente “coltivazione di carbonio”: un modo innovativo di fare agricoltura per catturare l’anidride carbonica emessa in atmosfera e stoccarla nel suolo). Spazzate è un’oasi di biodiversità circondata da terreni ad agricoltura intensiva. Costa Arènte ospita un vigneto sostenibile inserito in un’ampia area boschiva.

Tecnologia e agricoltura tradizionale si alleano a tutela della natura

L’interazione sinergica tra tecnologie avanzate di monitoraggio a distanza e pratiche agricole all’avanguardia volte a promuovere la biodiversità e la salute degli ecosistemi agricoli ha rappresentato il fulcro del successo raggiunto. Attraverso la collaborazione con 3Bee e l’implementazione dell’innovativo protocollo di monitoraggio Element-E, Leone Alato evidenzia la capacità di generare un impatto tangibile e quantificabile, promuovendo lo sviluppo diffuso dell’agricoltura rigenerativa nel territorio italiano.

Verso una strategia di valorizzazione e rigenerazione della biodiversità

“I risultati ottenuti dopo un anno di sperimentazione sono stati molto positivi. La combinazione di tecniche tradizionali con le più moderne tecnologie ci ha infatti permesso di guidare una crescita significativa degli impollinatori all’interno dei terreni agricoli monitorati – dichiara Igor Boccardo, CEO di Leone Alato – L’obiettivo nel medio periodo è quello di estendere il monitoraggio ad altri siti a partire dal 2024, per effettuare una valutazione più ampia e sistemica al fine di definire una strategia di valorizzazione e rigenerazione della biodiversità per i prossimi anni. Come Leone Alato vogliamo essere un punto di riferimento nel campo della biodiversità, valorizzando la ricerca, le produzioni di qualità e il rispetto dell’ambiente”.

Tecnologie e pratiche innovative per un’agricoltura sostenibile

Niccolò Calandri, CEO di 3Bee, osserva: “Di fronte alla sfida del degrado del suolo, che secondo l’Unione Europea interessa fino al 73% dei terreni agricoli, l’importanza di soluzioni innovative è più evidente che mai. La collaborazione tra Leone Alato e 3Bee rappresenta un passo significativo in questa direzione. In 3Bee, siamo impegnati a sviluppare tecnologie per la tutela della biodiversità, un elemento fondamentale per un’agricoltura sostenibile. Questa partnership – prosegue Calandri – è un esempio concreto di come l’agricoltura possa innovarsi, abbracciando pratiche che rispettano e arricchiscono l’ambiente. Un approccio che pone le basi per una produzione agricola più resiliente e in armonia con la natura.”

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