Cibus 2022

A Parma Cibus apre le porte dell’agroalimentare Made in Italy

Attesi alle Fiere di Parma circa 60mila visitatori professionali e 3mila aziende espositrici, tantissimi stand, aree e iniziative speciali oltre a interessanti incontri di approfondimento sul settore agroalimentare. In programma anche convegni, tavole rotonde, seminari, workshop e talks per fare il punto sui trend e i temi dell’agrifood made in Italy [...]
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Si è aperta ieri a Parma la ventunesima edizione di Cibus, la fiera internazionale dell’agroalimentare organizzata da Fiere di Parma e Federalimentare. Oltre 3mila espositori, tutti rigorosamente italiani, 50mila operatori professionali della distribuzione e della ristorazione già registrati, e 70mila visitatori, di cui il 10% circa dall’estero (attesi circa 2mila top buyer da Stati Uniti, Europa, Medio Oriente, Sud America e dal Sud-est asiatico) si sono riuniti in occasione della più grande vetrina del food made in Italy.

“Inauguriamo Cibus con sufficiente ottimismo per il 2022 – ha detto Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali – C’è la voglia di tornare ad esserci e mostrare l’agroalimentare italiano al mondo, dopo aver esportato nello scorso anno per un valore record di 52 miliardi. E aggiungo che anche i primi mesi dell’anno non stanno segnando il passo. Certo, le difficoltà ci sono, dovute anche al conflitto ucraino e all’aumento dei costi, soprattutto dell’energia. Il governo sta facendo tutto quello che deve fare per sostenere tutti i settori produttivi ed è importante che la Ue non retroceda da quella volontà di stare assieme e di agire comune che ha caratterizzato il modo in cui abbiamo affrontato la pandemia”.

Il Ministro si è soffermato sul tema della sostenibilità che rappresenta il presente e il futuro dell’agricoltura, e su quanto siano importanti le opportunità che possono scaturire dal PNRR, a partire dal Parco Agrisolare e dallo sviluppo del biometano, che puntano a sostenere l’autosufficienza energetica delle imprese agricole, dai Contratti di Filiera che possono potenziare la struttura e l’efficienza delle nostre catene produttive e dalla Meccanizzazione e sui passi da compiere anche in termini di semplificazione e sburocratizzazione, implementando gli strumenti che gli imprenditori già conoscono, per poterli usare al meglio: “l’unico strumento che abbiamo per arrivare a produrre sempre più cibo, impattando meno e che sia accessibile a tutti, è l’innovazione” ribadisce Patuanelli.

 

Cibus 2022: tutte le novità e i progetti speciali della fiera

Presenti l’Area Horeca the Hub, spazio di intrattenimento ed esposizione interamente dedicato al mondo dei consumi fuori casa che ospita aziende, buyer, distributori e grossisti grazie alla rete di Dolcitalia (partner dell’evento) e all’attività di incoming collegata all’evento; il Cibus Innovation Corner con una selezione dei Top 100 prodotti individuati da una giuria tecnica coordinata da Food Editore; e l’Innovation Hub, con i progetti imprenditoriali di Start Up innovative selezionati da Le Village by Crédit Agricole Parma.

Inoltre, quella del 2022 è la prima edizione “carbon neutral”, che include la misurazione delle emissioni, l’individuazione di un piano di riduzione e la compensazione delle emissioni residue attraverso crediti di carbonio certificati di alta qualità, che finanziano progetti di mitigazione dei cambiamenti climatici e promuovono lo sviluppo sostenibile. Il tutto, in collaborazione con Carbonsink, la società di consulenza leader in Italia nella progettazione di strategie climatiche.

Diversi convegni ed eventi si sono tenuti nel corso della prima giornata di Cibus e ne accompagneranno il corso. Il concorso Birra dell’anno, realizzato da Unionbirrai (associazione dei piccoli birrifici artigianali), ha premiato il birrificio laziale RITUAL LAB, mentre la Regione in testa per il numero di birrifici premiati è stata la Lombardia.

Via anche al fuori salone “Cibus Off” con degustazioni, esposizioni e dibattiti e che ha visto l’inaugurazione della mostra di fotografie artistiche “Art Save The Food”, curata da Claudio Composti e co-organizzata da Fiere di Parma e Mia Fair nel Complesso Monumentale del Monastero di San Paolo.

“L’industria alimentare – ha dichiarato Antonio Cellie, Amministratore delegato di Fiere di Parma – ha dimostrato resilienza durante il periodo pandemico non smettendo mai di produrre, di lavorare e dare lavoro, tracciando di fatto un nuovo percorso di consapevolezza dell’importanza del settore e svelando una industria inclusiva, legata al territorio, fatta di imprenditori che guardano alla qualità e non alla quantità, che si impegnano in prima persona, mandando avanti aziende legate alla propria identità, al loro nome”.

Nuovi modelli economici per la gestione delle risorse

Per Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale “Cibus è il principale appuntamento fieristico dedicato al settore agroalimentare e rappresenta un momento fondamentale per rilanciare l’export del comparto in un periodo congiunturale particolarmente complesso, che sconta gli effetti di guerra, pandemia, rivolgimenti nelle catene della logistica e ora anche difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime”.

“Può sembrare strano essere a Cibus per celebrare il food&beverage Made in Italy considerando il difficile contesto internazionale e le preoccupanti conseguenze che anche l’Italia sta subendo – ha proseguito il Presidente di Federalimentare Ivano Vacondio intervenendo all’assemblea dal titolo “Dal Covid alla guerra: il diritto al cibo, la coesione sociale. Il ruolo dell’industria alimentare” – Ma io credo che questo evento sia il più importante non malgrado la situazione che stiamo vivendo ma proprio a causa di quanto sta accadendo. Cibus, infatti ci dà il modo di fare alcune riflessioni: la pandemia prima e la guerra ora ci hanno messo di fronte alla vulnerabilità del nostro sistema alimentare. Sarà importante allora iniziare a pensare a un nuovo modello di diplomazia alimentare da perseguire con un duplice obiettivo: nutrire il pianeta e dare stabilità sociale alle nazioni”.

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All’assemblea di Federalimentare è intervenuto anche Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria che ha annunciato una iniziativa di sostegno alla popolazione ucraina con la realizzazione di due mense per i profughi, iniziativa realizzata da Fondazione Fiera Milano, Fiere di Parma e Federalimentare.

Per quanto riguarda la PAC, Patuanelli ha ribadito la necessità di valutare un regime transitorio per il prossimo periodo senza introdurre modifiche radicali, non retrocedere dalla necessità di un’agricoltura produttiva e più compatibile con l’ambiente trovando gli strumenti per dipendere sempre meno a livello europeo dalle importazioni dei Paesi terzi per i prodotti agroalimentari.

Infine Patuanelli, per quanto riguarda il sistema di etichettatura, ha sottolineato “il 2022 sarà un anno che ci vedrà molto impegnati a livello europeo per la contemporanea revisione della normativa in materia di etichettatura degli alimenti e del vino e del sistema delle Indicazioni Geografiche. L’Italia propone, in alternativa al Nutriscore, come è noto, l’adozione del Nutrinform Battery. Il nuovo parere dell’EFSA conferma la validità della posizione italiana e del Nutrinform, chiarendo l’importanza della dieta complessiva, delle porzioni e dei valori di riferimento giornalieri (DRV) per i nutrienti”.

 

Potenziare l’approccio alla sostenibilità agroalimentare

Spazio anche alla grande sfida dei prossimi anni di “ridurre lo spreco alimentare” che vede coinvolti sia i consumatori che le imprese alimentari, la ristorazione e la grande distribuzione. Infatti, se il Covid nel 2020 aveva indotto una riduzione dello spreco alimentare da parte delle famiglie italiane, nel 2021 si è vista una risalita che gli esperti prevedono anche per il 2022.

Questo il tema del convegno “L’unico piatto ricco è quello che non spreca – Nuova vita agli scarti alimentari e lotta allo spreco”, organizzato da Economy Group. Al convegno hanno preso parte, tra gli altri, il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il Presidente di Federdistribuzione Ettore Frausin e il Presidente del Banco Alimentare Giovanni Bruno.

Grazie al programma Cibus Food Saving, in auge da quattro anni, i volontari di Banco Alimentare recuperano i prodotti che le aziende espositrici, al termine della manifestazione, scelgono di salvare dallo spreco, donandoli. Questi alimenti acquisiscono un nuovo valore sociale oltre che ambientale, perché Banco Alimentare li distribuisce alle strutture caritative convenzionate sul territorio dell’Emilia-Romagna che aiutano le persone in difficoltà. La scorsa edizione sono state recuperate 15 tonnellate di alimenti pari a 21mila tonnellate di CO2 equivalente non emessa che hanno permesso di distribuire alle strutture caritative convenzionate con Banco Alimentare 30mila pasti alle persone in difficoltà nel territorio dell’Emilia-Romagna.

Una novità è il Cibus4Sustainability, il progetto ideato e organizzato da Cibus in collaborazione con PwC, in occasione della ventunesima edizione dellla Manifestazione e dedicato alla diffusione di esempi virtuosi di sostenibilità lungo la filiera alimentare: dalla produzione, alla trasformazione fino alla distribuzione.

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