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Al via la “Food innovation global mission”: 16 ricercatori a caccia di futuro

Antonello Salerno

Promuovere un approccio più sostenibile e consapevole all’alimentazione, sviluppare nuove tecnologie e innovazioni nel settore alimentare, rafforzare il collegamento tra mondo della formazione, della ricerca/innovazione, dei makers e delle imprese, formando giovani talenti che possano diventare i “future food leaders”. E’ l’obiettivo della “Food innovation global mission” che coinvolgerà in un tour di 60 giorni 16 studenti-ricercatori di 10 nazionalità, 12 città e 10 Paesi in tutto il mondo, partendo dall’Italia. La manifestazione, giunta alla seconda edizione, organizzata dal Future Food Institute di Bologna, organizzazione no-profit italiana impegnata nella ricerca, nella promozione e nella formazione nell’ambito dell’innovazione nel settore agroalimentare, è stata presentata oggi in collaborazione con Maker Faire Rome nella presso sala del consiglio della Camera di Commercio di Roma. Tra i relatori anche Raffaele Maiorano, presidente dei giovani di Confagricoltura-Anga e Vp di Gfar e Matteo Vignoli, direttore del Food innovation program, che ha presentato i giovani ricercatori coinvolti nel progetto. L’iniziativa è  Patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Interazionale,  la Food innovation global mission partirá da Bologna il 12 maggio e vedrà coinvolta la delegazione del “Food Innovation Program”, il Master internazionale di secondo livello sulla Food Innovation organizzato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Future Food Institute di Bologna e l’Institute For the Future di Palo Alto.

Quattro i temi su cui si concentreranno le attività:

  • sostenibilità ed economia circolare
  • futuro delle proteine
  • innovazione agricola in contesti rurali ed urbani sempre più “smart”
  • il futuro dei food service

Le città toccate dal tour sono i principali food tech hub del mondo: Amsterdam, Madrid, Valencia Berlino, Toronto, New York, San Francisco, Tokyo, Hong Kong, Shanghai, Mumbai e Bangkok. I ricercatori incontreranno nel corso del programma aziende, startup, makers, scienziati, rappresentanti istituzionali, visiteranno Fablab, Università, centri di ricerca, cluster scientifici e tecnologici. I risultati della missione verranno presentati durante l’edizione 2018 del Maker Faire di Roma, in programma dal 12 al 14 ottobre.

Le eccellenze del Made in Italy

Il tour sarà inoltre occasione per far conoscere le eccellenze della cultura alimentare italiana a livello globale e sostenere le imprese italiane del food che con successo si stanno affermando all’estero, grazie anche alla partnership con “I Love Italian Food”, la più grande community internazionale dedicata al cibo 100% italiano. La missione sarà inoltre animata dalla campagna “Future Food 4 Climate Change”, che coinvolgerà advocates e influencer in tutto il mondo e conterà, nella veste di testimonial, su Marc Buckley, imprenditore americano fondatore di una delle più famose industrie di healthy beverage completamente sostenibili con sede in Germania, e coordinatore del Climate Reality Project di Al Gore per Austria e Germania.

“La nostra missione – spiega Sara Roversi, founder del Future food institute – è ispirare e valorizzare persone di talento, aziende, comunità, per migliorare la prosperità economica, la sostenibilità, le condizioni climatiche e la salute delle persone attraverso un ripensamento su come il cibo è prodotto, distribuito, consumato. La Food Innovation Global Mission è un progetto unico al mondo che già dalla scorsa edizione ci ha permesso di creare ponti tra le eccellenze del Made in Italy ed i grandi poli dell’innovazione mondiali, generando opportunità di sviluppo per l’intero ecosistema”.

“Per una vera rivoluzione agroalimentare inclusiva e sostenibile a beneficio dei Paesi in via di sviluppo – sottolinea Diana Battaggia, direttrice di Unido Itpo Italy, Agenzia delle Nazioni unite per lo sviluppo industriale dei Paesi in via di sviluppo – abbiamo bisogno del coraggio dei giovani innovatori e della qualità delle idee per portare cambiamenti duraturi nei paesi in via di sviluppo, liberando il vero potenziale degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030”.

L’esempio della Food valley dell’Emilia Romagna

“Il connubio tra innovazione e tradizione è fondamentale – aggiunge in un videomessaggio Paolo De Castro, ex ministro dell’Agricoltura e vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo – l’innovazione è una tradizione ben riuscita, in grado di dar vita ad una vera e propria sinergia e continuità tra passato e futuro. La food valley dell’Emilia Romagna è l’emblema di questo connubio e la Food Innovation Global Mission del Future Food Institute fornisce un importante contributo al dibattito internazionale sul tema, coniugando scienza, impresa, media e Istituzioni in un approccio olistico capace di cogliere tutto il valore e l’impatto di tale sinergia”.

“Anche quest’anno la Farnesina ha voluto concedere il proprio patrocinio all’iniziativa denominata Food Innovation Global Mission per il meritorio sforzo degli organizzatori di mettere insieme le conoscenze del mondo produttivo, della ricerca e degli istituti di formazione in modo da intercettare le nuove tendenze connesse al mondo del cibo e dell’alimentazione – spiega Giovanni Umberto De Vito, membro della direzione generale promozione sistema Paese del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale – Rivolgo pertanto i miei migliori auguri di pieno successo a questa iniziativa”.

“Questa iniziativa creerá un grande impatto e si porrà come un esempio di eccellenza a livello mondiale anche grazie al lavoro che svolgerà sui temi del riscaldamento globale e del climate change sotto 3 diversi aspetti – afferma Marc Buckley – una riforma del sistema alimentare a livello globale grazie alle innovazioni in ambito food, empowerment e un approccio sistemico ai temi dell’educazione e della ricerca. Sono entusiasta di far parte di questa iniziativa che si muove nella giusta direzione”.

Giornalista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all’Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un’agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, prima su CorCom, nel 2013, e poi anche per le altre testate del gruppo Digital360. Mi muovo su tutti i campi dell’economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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