Formazione

Innovation Brokers di Enapra: progettisti e facilitatori dell’innovazione nell’agrifood

Lo sviluppo delle tecnologie deve essere accompagnato dallo sviluppo delle competenze degli operatori, senza le quali le stesse tecnologie rimangono inutilizzate. In questa direzione, Enapra ha promosso migliaia di ore di formazione per le aziende così come corsi, come questo per Innovation Broker che ha l’obiettivo di formare tecnici delle sedi territoriali di Confagricoltura in grado di gestire la transizione digitale per le aziende agricole [...]

Marco Tessarin

Amministratore Delegato di SMC Treviso, fondatore e presidente della Rete Italiana Open Source

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L’analisi del contesto competitivo del settore agricolo e agroalimentare ha posto la questione dell’innovazione, ed in particolare della digitalizzazione, come la principale leva di competitività per le aziende, sia in termini di produttività, che di diminuzione dei costi, ma soprattutto di una sempre maggiore qualità del prodotto. Inoltre, l’innovazione è lo strumento necessario ed indispensabile per accompagnare l’agricoltura, la zootecnia e la silvicoltura verso le nuove sfide legate ai cambiamenti climatici.

Queste brevi considerazioni trovano ampio supporto nei risultati della Ricerca 2021 dell’Osservatorio Smart Agrifood (in breve OSAF) del Politecnico di Milano e dell’Università degli studi di Brescia realizzata anche con il contributo di Enapra-Confagricoltura in qualità di partner dell’Osservatorio. Per una visione organica di scenario si ritiene assai utile riportare di seguito alcuni stralci della sintesi della Ricerca dell’Osservatorio Smart Agrifood, di marzo 2022.

“……Nel 2021 la crescita non si ferma, riallineandosi però ai tassi di crescita degli anni precedenti. Secondo le stime, l’Agricoltura 4.0 ha generato in Italia un fatturato intorno a 1,6 miliardi di euro, con una crescita del 23% rispetto al 2020. In parallelo alla crescita del mercato cresce anche la superficie coltivata con strumenti di Agricoltura 4.0 da parte delle aziende agricole italiane, che nel 2021 raddoppia, toccando il 6% della superficie totale ….

…..La crescita del mercato è senza dubbio trainata dagli incentivi, in particolare dalle agevolazioni previste nei PSR (Programmi di Sviluppo Rurale) e dal Piano transizione 4.0: circa i tre quarti del campione dichiara di avere impiegato almeno un incentivo di Agricoltura 4.0. ….

Nonostante l’influenza positiva di tali iniziative, non mancano le criticità che ne ostacolano la fruizione: in primis l’eccesso di burocrazia necessaria per l’ottenimento dei finanziamenti. In secondo luogo, gli incentivi non sembrerebbero considerare alcune esigenze delle aziende agricole, e non sarebbero quindi utili per acquistare tutte le soluzioni di cui hanno bisogno. ….

Il Piano Formativo Innovation Broker

È in questo contesto di innovazione e digitalizzazione che prende le mosse questa seconda edizione del Piano Formativo Innovation Broker, promosso da ENAPRA e finanziato al Foragri il fondo interprofessionale per la Formazione continua. Un’iniziativa che dà seguito al lavoro già avviato da qualche anno per accrescere e valorizzare il patrimonio culturale e professionale di alcuni profili già esistenti in organico, arricchendoli di nuove skills utili a supportare le aziende agricole pronte all’adozione, all’utilizzo e alla sperimentazione delle nuove tecnologie.

Il Piano formativo denominato “Innovation Broker-Progettista e Facilitatore di Innovazione nel settore agricolo” (edizione 2022), inoltre, si inserisce, dandone continuità, in un più ampio programma di iniziative avviato dalla Confederazione per promuovere, sostenere e accompagnare la transizione all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione delle imprese associate anche attraverso la definizione di una strategia efficace e con un approccio di filiera.

Definito dalla Commissione Europea come un “progettista e facilitatore dell’innovazione”, l’Innovation Broker agisce come mediatore di innovazione fra soggetti con visioni e procedure diverse aiutandoli ad individuare problematiche e proposte innovative di soluzione.

Alla ricerca di tecnologie emergenti per lo sviluppo di nuove forme di valore

Gli Innovation Brokers devono essere in grado di scandagliare i mercati e individuare le tecnologie emergenti, per poi aiutare le aziende a interpretare il valore di queste tecnologie e dei servizi ad esse collegati. La loro principale funzione non si può confinare a quella di un’ordinaria consulenza per la diffusione di informazioni o di consigli tecnici, ma va oltre, identificandosi nella capacità di incentivare l’evoluzione di partnership nel campo dell’innovazione.

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Con specifico riferimento al settore agroalimentare, l’Innovation Broker opera a stretto contatto con gli agricoltori, ma anche con i produttori di tecnologia, e si avvale di una rete di conoscenze da dove reperisce le professionalità funzionali allo svolgimento del suo ruolo.

La nascita e l’affermazione di una siffatta figura professionale costituisce l’obiettivo principale del presente corso “executive” appositamente ideato e progettato per un gruppo di referenti selezionati tra quelli che operano nelle strutture territoriali di Confagricoltura al fine di consolidare le loro capacità professionali, di potenziarle e di evolverle verso una capacità consulenziale specialistica nel campo del trasferimento delle conoscenze delle innovazioni e della digitalizzazione nel settore agricolo.

In sintesi, gli obiettivi del percorso formativo sono:

  • promuovere la cultura dell’innovazione e della digitalizzazione come driver di competitività, e sostenibilità del settore agricolo all’interno del sistema associativo in latu senso (tra i dipendenti della struttura organizzativa e contestualmente nella base associativa);
  • offrire alle aziende associate un supporto per imparare a gestire e analizzare i cosiddetti “big data” per estrarne valore e migliorare la redditività aziendale;
  • favorire, attraverso l’operatività e la dotazione professionale degli Innovation Brokers, l’efficienza e l’efficacia associativa declinata in termini di capacità dell’Associazione di dare risposte concrete alle aziende più innovative e dinamiche;
  • offrire ai destinatari dell’iniziativa un’opportunità di aggiornamento professionale e di potenziamento delle performance professionali nell’attuale contesto lavorativo di riferimento e, più in generale, nel mondo del lavoro agricolo.

I moduli formativi: avvio con agricoltura di precisione

Il corso si divide in vari moduli formativi. Tra questi si sono da poco conclusi quelli riguardanti l’agricoltura di precisione.

Due giornate dense a Ferrara, presso la Fondazione Navarra, che ha ospitato le attività di aula e presso l’azienda agricola di Nicola Gherardi per prove in campo ed esercitazioni pratiche di smart farming. La parte teorica è stata curata da Michele Pisante, Professore Ordinario della Università di Teramo, e coordinatore del Master in Agricoltura di Precisione, da Alessandro Pantano, responsabile dell’ufficio ambiente e referente per la agricoltura di precisione di Confagricoltura e da Andrea Zampolli, libero professionista e collaboratore di Confagricoltura Mantova.

I docenti hanno esposto le principali caratteristiche dell’agricoltura di precisione, partendo dal contesto sociale, ambientale ed economico in cui le aziende agricole si trovano oggi ad operare, passando per le varie tappe di quel percorso di innovazione tecnologica, ma anche culturale, che consente di gestire tutte le variabilità presenti in campo, migliorando al contempo sia le rese che la qualità dei prodotti.

I partecipanti hanno potuto quindi osservare come si costruisce concretamente una mappa di prescrizione e come questa sia utilizzata per operazioni colturali concrete, semina e concimazione nello specifico durante le giornate in campo; questo taglio operativo ha consentito ai partecipanti di valutare le concrete applicazioni per le aziende agricole delle tecniche di agricoltura di precisione.

Tecniche di agricoltura di precisione come strumento per la sostenibilità della produzione agricola

Ha aperto i lavori del corso il presidente della Fondazione Navarra, Nicola Gherardi, il quale ha svolto una presentazione della fondazione (cfr. box sotto) e ha sottolineato come l’innovazione digitale, e in particolare le tecniche di agricoltura di precisione, siano forse il principale strumento per la sostenibilità della produzione agricola. Oggi non possiamo prescindere da questo obiettivo per la competitività delle aziende per la tutela dell’ambiente.

Con il Precision farming da una parte e con il Carbon farming dall’altra si possono dare risposte molto concrete alla domanda di sostenibilità. La precision farming permette un controllo rigoroso delle risorse e una riduzione massiccia di qualsiasi forma di spreco. Il Carbon farming a sua volta pone il settore agricolo nella condizione non solo di ridurre le proprie emissioni, ma di contribuire all’”assorbimento” di CO2 dall’atmosfera.

Il presidente Gherardi ha poi aggiunto che con le tecnologie oggi disponibili è possibile riprendere e potenziare pratiche agronomiche che possono contribuire ad aumentare la sostanza organica dei terreni che diversamente rischiano di impoverirsi sempre più in particolar modo nelle zone dove la zootecnia sta diminuendo.

Il direttore di Enapra, Michele Distefano, intervenendo ai lavori, ha osservato che lo sviluppo delle tecnologie si deve accompagnare con lo sviluppo delle competenze degli operatori, senza le quali le stesse tecnologie rimangono inutilizzate. In questa direzione Enapra ha promosso migliaia di ore di formazione per le aziende così come corsi, come questo per Innovation Broker che ha l’obiettivo di formare tecnici delle sedi territoriali di Confagricoltura in grado di gestire la transizione digitale per le aziende agricole.

 

Il ruolo della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra

 

La Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra è un ente morale che nasce per volere dei Fratelli Gustavo e Severino Navarra, grandi proprietari terrieri originari di Gualdo (Ferrara), vissuti tra la fine del ‘800 e inizio del ‘900. I fratelli Navarra credevano fortemente nella vocazione agricola del Ferrarese e nella potenzialità del territorio, per cui vollero che i loro lasciti venissero usati per l’istituzione di una Scuola di Agricoltura Pratica con lo scopo di sviluppare alte professionalità in campo.

La Fondazione rappresenta ad oggi un importante punto di riferimento per l’Istituto Tecnico Agrario F.lli Navarra e per gli Imprenditori Agricoli del nord-est d’Italia proprio per il contributo che si propone di fornire al rilancio dell’economia del settore Agro-Alimentare. Il trasferimento delle prove in campo viene effettuato attraverso convegni e seminari che la Fondazione organizza periodicamente. La sede della Fondazione è a Malborghetto di Boara, Ferrara.

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La Fondazione è proprietaria terriera di ca. 700 ettari di patrimonio immobiliare, suddiviso in vari fondi, dislocati nella provincia di Ferrara: ciascuno di questi è composto da terreni coltivati e/o da immobili urbani e rurali concessi in affitto, e altri gestiti direttamente

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