Il food e l’agriculture al Cop26: ecco gli eventi principali

Nell’agenda delle discussioni dei grandi del pianeta in programma a Glasgow fino al 12 novembre, con i riflettori puntati sulle possibili azioni per contenere i cambiamenti climatici, c’è spazio anche per il cibo e l’agricoltura. Che però chiedono più attenzione [...]
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I tredici giorni del COP26, la riunione internazionale della United Nations Framework Conference on Climate Change, coincidono con il mese del cibo sostenibile. E i legami tra il mondo del food e dell’agricoltura con gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e il contrasto ai cambiamenti climatici sono stretti. Tanto che una parte dell’agenda del summit è dedicata proprio a questi argomenti. Anche se per molti degli addetti ai lavori lo spazio riservato al food e all’agricoltura non sarebbe abbastanza ampio, soprattutto in un momento, come quello attuale, che da molti è considerato come l’ultima possibilità per raggiungere entro i termini fissati gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima.

A dimostrarlo ci sono i dati della World Benchmarking Alliance, che nel suo primo Food and Agriculture Benchmark evidenzia come – nonostante il settore abbia un peso importante nella sfida per contenere i cambiamenti climatici – soltanto il 26% delle imprese del settore sia impegnata a raggiungere risultati legati a tempistiche precise, mentre il 27% non ha affatto una strategia sulla sostenibilità. La ricerca evidenzia anche il fatto che soltanto 26 aziende sulle 350 più importanti realtà globali del food e dell’agriculture abbiano una politica di contenimento delle emissioni in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Proprio da questa constatazione è partito un appello firmato da più di 30 organizzazioni non governative, amministrazioni locali e associazioni industriali al presidente di Cop26, Alok Sharma, per potenziare la presenza di questo mondo nell’agenda della conferenza delle parti.

A farsi portavoce della richiesta è Phélim Mac Cafferty, a capo del City Council di Brighton & Hove, nel Regno Unito, secondo cui “Un terzo dei gas serra che stanno minacciando l’ambiente provengono dal food, quindi dal modo in cui produciamo e consumiamo cibo, mentre il livello dello spreco di cibo è centrale per raggiungere gli obiettivi di carbon neutrality entro il 2030. Per questo chiedo ad Alok Sharma, di utilizzare il Cop26 per mettere i leader internazionali a conoscenza del fatto che non è stato fatto abbastanza per ridurre l’impatto dell’attuale sistema della produzione di cibo sul clima, e per spingere l’obiettivo di un cambiamento reale”.

“Non possiamo affrontare l’emergenza climatica senza trovare una soluzione per il sistema della produzione di cibo – aggiunge Simon Billing, direttore della Eating Better Alliance – C’è bisogno di una trasformazione verso un sistema sostenibile, che sarà un cambiamento in positivo per noi, per la natura e per il pianeta”.

Nell’agenda COP26 uno spazio dedicato anche a Food e Agricoltura

Ma ecco di seguito una selezione degli eventi a margine del Cop26 che vedranno al centro dell’attenzione il food e l’agriculture.

Si parte dal 5 novembre, con la sessione virtuale “Science, Policy and Practice: Connecting the dots to shape climate-smart food systems”, che si terrà dalle 14:45 alle 16, ora di Glasgow. Al centro della discussione il divario tra le scoperte scientifiche e la loro implementazione, suia nel settore pubblico sia in quello privato. Obiettivo sarà di dare vita a un “Think and do tank”, che sia in grado di facilitare l’applicazione dei risultati raggiunti dal mondo della ricerca con use case specifici.

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Sempre il 5 novembre, quando a Glasgow saranno le 16:45 e fino alle 18, è in programma la sessione “Bridging the Science-Policy Gap for Impactful, Demand-Driven Food Systems Innovation, anche questa virtuale. L’obiettivo sarà in questo caso di alzare l’attenzione su una ricerca più orientata all’azione e alla collaborazione e all’innovazione per il mondo del food, che porti una trasformazione per le persone, la natura e il clima, in linea con la campagna COP26 sulla “trasformazione dell’innovazione in agricoltura”.

Il 6 novembre dalle 12 alle 13:30 è previsto il lancio della “Global agenda for innovation in Agriculture”, un evento fisico all’Uk Pavilion. L’evento sarà seguito, il 9 novembre, dalle 11:30 alle 12:15 ora di Glasgow, dalla presentazione dell’agenda d’azione globale per l’innovazione in agricoltura, che si terrà in forma ibrida al Lomond Auditorium. Durante questo evento rappresentanti dei governi, del settore privato, della ricerca e delle organizzazioni dell’agricoltura evidenzieranno i passaggi chiave e le azioni da intraprendere a livello individuale e collettivo per raggiungere gli obiettivi nel contrasto ai cambiamenti climatici secondo le linee guida della “Global Action Agenda for innovation in Agriculture”.

L’8 novembre all’Eu Pavilion, quando a Glasgow saranno le 10 e fino alle 11, si parlerà dei “Digital Climate Advisory Services”, cercando di evidenziare tutte le connessioni tra la scienza e le azioni pratiche, attraverso le tecnologie digitali e l’innovazione, per supportare la campagna “Transforming Agricultural innovation for People, Nature and Climate”.

Sempre l’8 novembre all’Eu Pavilion, dalle 13 alle 14 ora di Glasgow è in programma la sessione “Mobilising private sector engagement for climate-smart agricultural innovation”, che accenderà i fari su come sia possibile coinvolgere al meglio il settore privato nell’adozione di soluzioni sempre più smart, con interventi dal mondo dell’industria, della politica e della ricerca che discuteranno di come sia possibile indirizzare al meglio gli investimenti crescenti, ma anche il coinvolgimento sempre più altro degli addetti ai lavori e il clima di collaborazione sempre più evidente nel settore per spingere sull’innovazione in agricoltura in linea con i principi del Green deal europeo.

Il 9 novembre, dalle 13:15 alle 14:15 si focalizzerà l’attenzione sull’innovazione dell’agricoltura in Africa, con un evento virtuale in cui si analizzerà lo scenario del continente e si punterà a capire come gli investimenti pubblici e privati possano – in linea con la campagna Cop26 sulla trasformazione dell’agricoltura – tutelare l’attività degli operatori più piccoli e fragili, in particolare le donne, per fare in modo che nessuno rimanga indietro.

In contemporanea, sempre il 9 novembre dalle 13:15 alle 14:15 ora di Glasgow, si terrà la sessione virtuale “Accelerating the transition to sustainable food systems”, che si occuperà di analizzare i passi in avanti che sono stati mossi dal comparto a partire dalla Cop 25. Si punterà sulla condivisione delle best practice nel campo delle diete salutari che derivano da filiere del cibo sostenibili, della costruzione della consapevolezza sui legami tra cibo e clima e sul ruolo della biodiversità, e dei progressi che si sono registrati durante il summit delle Nazioni Unite sui “Food Systems”. Tutto questo stimolando la riflessione sulla relazione tra il cibo e le scelte sul cibo e la salute delle persone e del pianeta.

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