Dai G20 dell’Agricoltura di Firenze arriva la Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari

Il vertice dei Ministri dell'Agricoltura dei G20 a Firenze sotto la guida del Ministro Stefano Patuanelli ha evidenziato e riconfermato l'importanza di unire i temi della trasformazione dei sistemi agroalimentari con i temi della trasformazione e dell’innovazione digitale nel settore primario [...]
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Non c’è tempo, occorre agire subito e l’agricoltura è chiamata a svolgere un ruolo assolutamente fondamentale per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità. Il vertice dei G20 dell’Agricoltura di Firenze ha fatto propria questa missione e ha tracciato le linee guida di questo percorso con la definizione e la approvazione della Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari. Il Ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli che ha presieduto il vertice ha incalzato all’azione: “il Pianeta non aspetta e occorre agire senza preoccuparsi delle reazioni o del consenso nel breve, perché ci sono cambiamenti fondamentali che portano risultati nel lungo periodo“. Un messaggio che sintetizza la volontà della “Carta” di superare gli ostacoli che hanno impedito sino ad oggi una vera azione comune sul piano della trasformazione dei sistemi alimentari globali.

Il documento finale del vertice mette infatti in ordine priorità e azioni e rappresenta un momento di rilancio e di accelerazione rispetto al percorso di trasformazione dei sistemi agroalimentari. Come Agrifood.Tech sottolineiamo subito che nella Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari trova ampio spazio e grande attenzione il tema dell’innovazione tecnologica e digitale.

 

La Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari: il ruolo della sicurezza e dell’inclusione

 

I Ministri dell’Agricoltura ribadiscono nel documento conclusivo l’impegno a “raggiungere la sicurezza alimentare e la nutrizione per tutti e a garantire sistemi alimentari sostenibili e resilienti, senza lasciare indietro nessuno”.

Per capire lo scenario nel quale si colloca la sintesi dei ministri si ricorda che i food system hanno risposto alla domanda di cibo per alimentare una popolazione in costante crescita.  Ma il punto chiave sta nella gestione delle risorse, se si mette in relazione la capacità produttiva con gli SDG delle Nazioni Unite e con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ecco che il documento di sintesi del G20 non può non prendere atto che una fetta enorme della popolazione mondiale (un quarto) paga un prezzo molto alto in termini di accesso al cibo, di qualità e sicurezza alimentare, e appare ancora lunga la strada per arrivare a rispondere pienamente all’SDG numero 2: Zero Hunger. I numeri aggiungono inoltre che tra le conseguenze della pandemia c’è anche un peggioramento della situazione legata alla gestione dei sistemi agroalimentari globali.

A Firenze i Ministri dell’Agricoltura dei 20 paesi più sviluppati hanno trovato una intesa per adottare i principi del Committee on World Food Security (CFS) Voluntary nella forma di Guidelines on Food Systems and Nutrition ovvero una presa di posizione che parte dalla convinzione che la trasformazione di sistemi alimentari sostenibili e resilienti sono fondamentali per raggiungere obiettivi di sicurezza alimentare e per garantire cibo, sano, a tutti.

 

Il cambiamento climatico nella Carta dell’agricoltura sostenibile

 

I Ministri hanno sottolineato l’impegno anche per affrontare le cause collegate alle modalità di produzione agricole e gli impatti del cambiamento climatico ponendosi l’obiettivo di arrivare alla protezione e alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi.

Sul “come” a Firenze i responsabili dell’agricoltura dei G20 hanno dichiarato di impegnarsi in un lavoro comune per identificare e superare gli ostacoli nel raggiungimento degli SDG e per individuare e creare percorsi di sviluppo nuovi per creare sistemi alimentari sostenibili e resilienti mettendo in campo tutte le risorse istituzionali e finanziarie sia nel breve sia nel lungo termine.  Ma arriva anche un richiamo alla complessità di questa trasformazione e a una transizione verso sistemi alimentari sostenibili che richiede un impegno allargato a tutti gli attori, con un coinvolgimento capace di comprendere tutti coloro che lavorano a tutti i livelli sui sistemi agroalimentari.

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Un altro punto chiave del documento che ha accompagnato l’incontro di Firenze è nella consapevolezza che non può esistere una crescita sostenibile senza un’agricoltura che sia essa stessa economicamente sostenibile, ovvero senza condizioni in grado di generare redditi stabili, un lavoro dignitoso e un ambiente con opportunità di sviluppo per le imprese e per tutte le persone che sono coinvolte in queste attività. Il tutto nel segno della responsabilità e dell’appartenenza ai territori.Il documento dei G20 intende riconoscere il ruolo fondamentale delle piccole imprese, degli agricoltori familiari e dei piccoli proprietari terrieri nella creazione di una crescita sostenibile e nella capacità di rendere il settore primario più attraente anche per le donne e i giovani.

 

Un’Agricoltura più sostenibile ma anche più “attraente” come percorso imprenditoriale

 

A questa visione si affida anche il compito di supportare il grande tema della povertà. Con questa trasformazione secondo i G20 si potrebbe dare una risposta in termini di opportunità di lavoro al 75% dei poveri del mondo che vivono nelle aree rurali, aumentando la possibilità di un accesso a cibo e diete sane.  Nel momento in cui si arriva ancora al “come” ecco che le possibili soluzioni passano da un più facile accesso al capitale, da un lavoro fondamentale sull’istruzione, dal ruolo chiave delle tecnologie e ovviamente dal coinvolgimento dei mercati.

 

Sostenibilità significa anche più attenzione alle startup e alle imprese innovative

 

In linea con i “Principles for Responsible Investment in Agriculture and Food Systems“, appare necessario lavorare per promuovere la diffusione di investimenti più responsabili nei sistemi agricoli e alimentari, anche con maggiore attenzione alle startup e a tutte le piccole e medie imprese che utilizzano tecnologie innovative.

Un altro punto chiave del documento redatto dai G20 dell’agricoltura è nel riconoscimento dell’interazione dell’agricoltura con il clima, con la biodiversità e con la gestione delle risorse naturali. Non deve mai mancare la consapevolezza che le azioni legate agli impatti economici e sociali per la trasformazione dei sistemi alimentari devono nello stesso tempo garantire la capacità di integrare i principi di sostenibilità. E nella sostenibilità occorre considerare anche in temi fondamentali dell’inclusione, nessuno deve essere lasciato indietro. Per raggiungere questi obiettivi serve un approccio olistico: la trasformazione dei sistemi alimentari presenta rischi e opportunità economiche, ha un impatto sociale e impone una attenzione costante a tutti i temi ambientali, sociali ed economici che sono sempre più interconessi tra loro.

 

La carta dell’Agricoltura sostenibile e la lotta al food waste

 

Non poteva poi non esserci un richiamo fondamentale alla lotta allo spreco di cibo (food loss and waste FLW). Su questo tema ci deve essere un impegno comune costante, a livello globale con azioni urgenti e con un ruolo fondamentale, ancora una volta, della tecnologia. I G20 confermano l’ impegno a ridurre del 50% lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo e a ridurre le perdite alimentari lungo le catene di produzione e fornitura, comprese le perdite post-raccolta entro il 2030. A questo scopo si conferma anche l’adesione alla Technical Platform on the Measurement and Reduction of Food Loss and Wast.

 

Prevenire e gestire i rischi con un approccio One Health

 

La pandemia ha evidenziato se fosse ancora necessario il legame tra salute umana, animale, vegetale e ambientale e per raggiungere questo obiettivo anche i sistemi agroalimentari devono adottare un approccio One Health per prevenire, ridurre e gestire le minacce biologiche e i rischi per l’agricoltura e la sicurezza alimentare.

 

Non c’è agricoltura sostenibile senza una reale diffusione del digitale e della conoscenza

 

I G20 a Firenze hanno voluto evidenziare e riconfermare l’importanza di unire i temi della trasformazione dei sistemi agroalimentari con i temi della trasformazione e dell’innovazione digitale in agricoltura. L’impegno espresso nel documento congiunto parla di promozione dell’innovazione, di investimenti in ricerca e sviluppo, di trasferimento di conoscenza agli agricoltori e alle imprese del settore primario, ma anche di protezione dei dati, di attenzione alla privacy, di sicurezza e di diritti di proprietà intellettuale.

La Carta di Firenze riconosce che le pratiche e gli approcci delle tecnologie innovative possono svolgere un ruolo importante nell’aumento della produttività in modo sostenibile, nella gestione corretta delle risorse e nella prevenzione e riduzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici. Il ruolo dei dati e della scienza è assolutamente fondamentale e a questo scopo si evidenzia la volontà di promuovere pratiche e tecnologie che partendo dalla conoscenza che arriva dai dati sono nella condizione di migliorare sia la produttività sia la sostenibilità. Tutti coloro che operano nel settore primario devono disporre di una maggiore conoscenza in merito al contesto e alle circostanze specifiche nelle quali si trovano ad operare per la conservazione delle risorse naturali, per la salute del suolo e dell’acqua, per la protezione della biodiversità.

Dati e piattaforme al servizio dei mercati per sostenere un’agricoltura più sostenibile

E i dati sono a loro volta importanti anche per portare maggiore consapevolezza ed “equilibrio” a livello di commercio agroalimentare internazionale.  Migliorare la prevedibilità della produzione, i rischi, la gestione delle risorse permette di migliorare la gestione dei mercati.

Ed è sempre con i dati che si può contribuire all’Agriculture Market Information System (AMIS) e al Group on Earth Observations Global Agricultural Monitoring (GEOGLAM) per migliorare la trasparenza del mercato alimentare e alla Piattaforma per la gestione del rischio agricolo (PARM) per aumentare e diffondere la conoscenza su tutti i rischi che minacciano il settore agricolo. Va sempre in questo senso infine anche il richiamo ai risultati della decima riunione del G20 dei principali scienziati agricoli (MACS) sul ruolo della scienza, della tecnologia e dell’innovazione nei sistemi alimentari sostenibili e resilienti per migliorare la sicurezza alimentare e la sicurezza alimentare.

 

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Per leggere il documento completo emesso dal vertice dei G20 dell’Agricoltura di Firenze vai QUI

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